Evasione fiscale, sequestrata la villa di Gianna Nannini: solo un anno fa cantava l’Italia “giusta” del Pd…

«Mi ricordo di te, ti raggiungo a occhi chiusi», cantava Gianna Nannini sulle note di Inno, brano “regalato” al Pd per l’ultima campagna elettorale e usato per gli spot del partito di Bersani. La cantautrice senese (nella foto sopra ritratta all’esterno di Montecitorio durante la lavorazione del video-inno) era stata una testimonial d’eccezione per “L’Italia giusta” predicata dal segretario Pd contro quella “ingiusta” agli occhi della sinistra di Silvio Berlusconi, liquidato in termine dispregiativo come «pregiudicato», per la condanna per evasione fiscale. Chiamatela legge del contrappasso, chiamatela ironia della sorte, ma suona oggi beffardo quanto rivelato dal Corriere della Sera. E cioè che i militari della Guardia di Finanza di Milano, su ordine del gip del capoluogo lombardo, hanno sequestrato la villa, le scuderie, i magazzini e l’autorimessa della Nannini nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un’evasione fiscale da circa quattro milioni di euro. Secondo l’accusa, la testimonial dell'”Italia giusta” del Pd avrebbe sottratto al fisco 3 milioni e 750mila euro interponendo tra la sua società milanese, la Gng Musica srl e le case discografiche Sony e Universal una società di diritto irlandese e un’altra di diritto olandese. Questo in modo da non pagare al fisco italiano le royalties dei dischi e dei concerti, delocalizzandole in Stati in cui la tassazione è più favorevole. Una quota di questa evasione (126mila euro) sarebbe stata realizzata detraendo dalle dichiarazioni dei redditi costi «inerenti attività canora» e che invece (dopo che la Gdf ha sentito fornitori e operai), secondo l’accusa sarebbero serviti non per i palcoscenici dei concerti ma per arredi e decorazioni per il bosco di una casa che la Nannini possiede a Piacenza. Con parte della somma evasa, la cantante avrebbe comperato anche un appartamento nel quartiere londinese di South Kensington Secondo il quotidiano, la cantante ricorrerà a breve contro il sequestro. La stessa Nannini per ora non ha commentato. Appena un anno fa, in un’intervista a Rolling Stones, a proposito del suo impegno politico, diceva: «Sono contenta che abbiano scelto Inno come musica del Pd, perché la vogliono usare per far gruppo, per compattarsi. L’ho trovato coraggioso. Avrebbe perfino potuto cantarla Renzi».