Bergamo, le panchine della discordia tra rivendicazioni social e sicurezza urbana

Il bracciolo della discordia. La guerra metropolitana in alcune cittadine del nord Italia, indetta dalle amministrazioni locali contro il bivacco, e a sostegno del decoro urbano, è stata apertamente dichiarata con l’installazione delle panchine, prontamente ribattezzate anti-barbone, – ma in realtà contro chiunque le adibisca a propria dimora a lungo termine perché, invece di avere i braccioli alle estremità, presentano un’unica sbarra centrale volta ad impedire di sdraiarsi. Il primo debutto su strada, anzi esattamente sotto le pensiline delle fermate degli autobus di fronte l’ospedale “San Giovanni di Dio”, è toccato a Gorizia. La richiesta sarebbe stata avanzata proprio da lettere e petizioni inviate dagli stessi cittadini che, a suon di missive di denuncia e raccolte di firme, avevano lamentato l’impossibilità di fruire di quegli spazi al riparo dalla pioggia in attesa dei mezzi pubblici per la presenza di un senzatetto che ne impediva, spesso e volentieri, l’utilizzo. L’idea lanciata nella cittadina friulana è stata immediatamente clonata a Bergamo, dove le panchine anti-clochard, approntate semplicemente mediante una modifica di quelle già esistenti, che ha semplicemente previsto l’aggiunta di dissuasori centrali in ferro, sono state inaugurate lungo il viale Giovanni XXIII su iniziativa dell’assessore leghista alla Sicurezza, Massimo Bandera: in questo caso, però, a differenza di quanto accaduto a Gorizia, si è cominciato a urlare allo scandalo discriminatorio. All’intolleranza sociale. Alla coercizione anti-conviviale e, chi più ne ha, più ne metta.
L’opinione pubblica, spaccata a metà tra chi sostiene una deprecabile mancanza di tolleranza e chi, invece, particolarmente sensibile al problema, propone di alzare il tiro addirittura eliminando del tutto le panchine della discordia, rimette la palla al centro delle polemiche e la rinvia all’amministrazione comunale. Nel frattempo, tra invettive social e atti di sabotaggio delle panchine stesse, il web, come sempre accade, raccoglie in rete proteste e rivendicazioni. Tanto che il sindaco della città lombarda, Francio Tentorio, si è visto costretto a rispondere anche via Twitter: «I commercianti suggerivano di toglierle, noi abbiamo pensato a una mediazione sperimentale». E tra deterrenti psicologici e braccioli in via di sperimentazione, quelle panchine al momento sembrano scottare, inibendo di fatto chiunque ad avvicinarsi…