Agli avvoltoi politici fa più paura il Berlusconi ai servizi sociali del Berlusconi libero

16 Apr 2014 20:13 - di Girolamo Fragalà

Che gli avvoltoi politici piombassero svolazzando sul corpo del Cavaliere sanguinante era scontato. Ma che ci fossero leader o ex leader, minimi o massimi, di alta o bassa statura, era meno scontato. E invece, ancora una volta, in molti non hanno resistito alla tentazione di scagliarsi contro Berlusconi, con l’arma di un populismo da far invidia ai grillini. Al macero la correttezza, il nemico è nemico. Le argomentazioni sono scontate, ampiamente prevedibili a partire da quella di Vendola  («troppo lieve la pena inflitta») per continuare con quella di D’Alema («solo chi è meno potente va in galera») e finire con quella di Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana («la sensazione è che a Berlusconi sia stato riservato un trattamento di favore, come ne La fattoria degli animali, dove tutti gli animali sono eguali ma qualcuno, come il maiale, è più eguale degli altri»). L’elenco è lungo, ma bastano questi tre affondi velenosi, il resto è un replay. A Vendola ha risposto il Mattinale, con una buona dose di ironia: «Vendola sostiene che la pena inflitta a Berlusconi sia troppo leggera rispetto al reato commesso. D’altronde non tutti hanno la fortuna di pranzare con il giudice che ti assolverà». Il riferimento è alla foto nella quale Nichi venne “immortalato” in compagnia del magistrato che lo avrebbe poi giudicato. A D’Alema invece ha risposto ampiamente il web, ricordando che ci sono assassini in giro e che persino zio Michele, condannato per soppressione del cadavere di Sarah Scazzi, gironzola per le campagne di Avetrana col suo trattore. Per affondare la tesi di Enrico Rossi bastano le parole di Roberta Cossia, uno dei magistrati dell’ufficio milanese che ha raccontato qual è la prassi: «L’affidamento in prova ai servizi sociali dei condannati che si trovano in una situazione simile a quella di Berlusconi, è la “normalità” al Tribunale di Sorveglianza di Milano», tenendo conto «dell’entità della pena da scontare» (un solo anno), «dell’assenza di precedenti e dell’età». Non a caso Altero Matteoli ha sottolineato: «È davvero comico che gli ex Pci, i quali finora hanno urlato a tutti i venti che le sentenze si devono solo rispettare e non criticare, ora parlino di decisione nauseante  e di favore nei confronti del Cav».  Molti sostengono che quella della sinistra sia una vendetta, tremenda vendetta, non consumata fino in fondo. C’è pero il sospetto che a qualcuno faccia più paura il Berlusconi ai servizi sociali del Berlusconi libero.

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