Radicali e sinistra ci riprovano: “stanze del buco” a Milano per chi vuole drogarsi

Ci riprovano. E stavolta alla sinistra si associano i radicali. Torna infatti l’idea di aprire a Milano le “stanze del buco”: lo chiede il consigliere dei Radicali, Marco Cappato, con una mozione depositata in Consiglio comunale, sottoscritta anche dai vendoliani Luca Gibillini e Mirko Mazzali, da Anita Sonego (FdS) e da Rosaria Iardino (Pd). «La mozione riprende il testo della proposta di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 5.000 cittadini che era stata bloccata dai Garanti del Comune», precisa Cappato, che sottolinea anche come «nel momento in cui diversi indicatori fanno prevedere un ritorno del consumo di eroina, Milano deve guardare alle migliori esperienze europee che hanno rimosso i pregiudizi ideologici alla riduzione dei danni sanitari del consumo di droghe». Parole che la dicono lunga sul tasso di demagogia. Il testo depositato impegna la giunta del sindaco Giuliano Pisapia a predisporre l’apertura, entro sei mesi dall’approvazione del documento, di tre “stanze salvavita da iniezione”, in altrettanti spazi pubblici inutilizzati, «secondo criteri di minimo impatto con il tessuto abitativo esistente» e che siano vicini a strutture sanitarie. Si riprende così una proposta lanciata a livello istituzionale dall’allora ministro Paolo Ferrero, durante il governo Prodi. Sinistra e radicali, però, stiano attenti. Ferrero è infatti passato dalla stanza del buco all’irrilevanza politica. Stessa sorte potrebbe toccare anche a loro.