Fiorella Mannoia: mi offende l’ipocrisia di questa sinistra che sa di muffa

Quello che le donne non dicono… cantava Fiorella Mannoia con la sua voce inimitabile parecchi anni fa. Musa del sommerso femminile, interprete della poesia dei piccoli grandi gesti, ieri dalla sua pagina pubblica di Facebook ha confermato la natura di donna coraggiosa. Anche a costo, come in passato, di deludere i suoi fan più ideologizzati che gridano al tradimento della compagna Fiorella. “Per chi si sente offesa dalla satira” è il titolo del post che ha toccato i nervi scoperti della sinistra bigotta e rancorosa seducendo migliaia di internauti (finora si contano 15mila mi piace e oltre cinquemila condivisioni). «Personalmente non sono queste le cose che mi offendono», dice l’artista che non ha mai fatto mistero di aver il cuore che batte a sinistra e un’intolleranza quasi istintiva per il berlusconiano,  «mi offende aspettare l’otto marzo per parlare di violenza sulle donne, mi offende vedere donne in parlamento che sono arrivate li con altri mezzi che non siano quelli della competenza, mi offende dover obbligare un presidente del consiglio maschio, a scegliere per decreto delle donne ministro, mi offende non poter votare direttamente il politico che mi deve rappresentare maschio o femmina che sia». Non ce l’ha fatta a tacere di fronte ai balletti parlamentari sulle quote, alla pigra retorica della mimosa, alle alleanze rosa (trasversali e strumentali) che sanno di rivendicazionismo sindacale, alle sdegnate levate di scudi contro la satira che osa toccare il cerchio magico renziano. Ed è proprio dalle recenti polemiche sull’imitazione della vaporosa ministra Boschi che prende le mosse la riflessione della Mannoia,  che è anche autocritica e sofferenza per le occasioni perse.« Mi offende anche che nessuno abbia mosso un dito, me compresa, quando facevano satira sulla Carfagna e ora levano la voce solo perché la satira ha cambiato colore. ( e sono con orgoglio di sinistra). Mi offende che la stessa persona che dice queste cose non abbia detto una parola quando una donna veniva schiaffeggiata davanti ai suoi occhi. Mi offende l’ipocrisia e a volte quella di sinistra sa proprio di muffa».  L’accusa di vecchiume e le critiche, neanche tanto velate, alla Boldrini scoperchiano sulla rete un pentolone che ribolle. (“Mi offende avere una Presidente della Camera che come disco rotto debba parlare sempre di sessismo e basta”, è uno dei tanti commenti postati, m c’è anche chi scrive “Quando vedo questa gente penso al Dolce Enrico”; “Ora la petulante Boldrini si sentirà molestata da queste parole”; “Tra te e la Boldrini un abisso”). La Mannoia non è nuova agli outing e ai “consigli” urticanti da Grillo Parlante: proprio un anno fa fu protagonista di un acceso battibecco via Twitter per le critiche rivolte alla dirigenza del Pd.«Sarò sincera: sono contenta per M5S», postò al suo ritorno da Cuba attirandosi  l’ra indignata di un democrat doc che gridò al tradimento. Pronta la replica della cantante: «Non ho votato Pd e non sono pentita. Sono di sinistra. È per questo che non li ho votati».