Contro il Cav l’ira funesta di Gero Grassi. E tutti si chiedono: Grassi, chi è costui?

Il cognome è Grassi, il nome è suggestivo, Gero, di origine medievale, capace di far volare la fantasia tra cavalli e castelli, dame e cavalieri. Tra suoni di tromba e campane, ha conquistato il ruolo di vicepresidente dei deputati del Pd dopo aver esibito un curriculum scudocrociato con tendenza a sinistra, e in epoca renziana è una sorta di patentino che apre le porte del paradiso. Nonostante ciò, di Gero Grassi si sa poco o niente, perché – e basta domandarlo in giro – non è molto famoso, non si è particolarmente messo in luce, non è un personaggio tv. Ma il momento di esternare viene per tutti, altrimenti si rischia di finire nel dimenticatoio. E allora ha colto al volo l’occasione, non appena è venuta fuori la notizia dell’autosospensione di Silvio Berlusconi da Cavaliere del Lavoro. Inaspettatamente il medievale Gero ha indossato l’armatura ed è sceso in campo, con una dichiarazione che è già leggendaria, destinata a finire nei libri di storia, a essere studiata come simbolo della politica colta e profonda: «Berlusconi si è sospeso? È una scelta opportuna, ma sarebbe stato assai meglio se fosse stata l’ultima di una serie di autosospensioni dalle sue cariche pubbliche. Può ancora sospendersi da vicepresidente del Milan, visto che i gloriosi successi del passato sono solo un lontano ricordo». Non si sa se è un attacco grezzo o una battuta poco riuscita, fatto sta che finalmente il buon Gero ha parlato. Dopo aver mosso i primi passi nell’Azione Cattolica, essere stato nel movimento giovanile della Dc, aver seguito il pensiero di Aldo Moro, essere passato alla Margherita e poi definitivamente al Pd, ci si aspettava qualcosa di meglio. Tanto da beccarsi un ceffone verbale da Renata Polverini: «Tale onorevole Grassi del Pd si autosospenda dal pronunciare idiozie». Appunto, tale onorevole Grassi. Chi sarà mai costui?