Rimborsi elettorali della Margherita: l’accusa chiede 7 anni e mezzo di reclusione per l’ex tesoriere Lusi

La Procura di Roma ha chiesto la condanna a 7 anni e mezzo di reclusione per l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, accusato di essersi impossessato di oltre 25 milioni dei fondi destinati al partito. L’ex senatore rutelliano (che non ha seguito l’ex sindaco di Roma nell’avventura dell’Api restando nel Pd) è indagato (dal 31 gennaio 2012 dopo una segnalazione della Banca d’Italia) per aver sottratto i soldi dei rimborsi elettorali in virtù del suo incarico di tesoriere, creando una contabilità parallela che sarebbe sfuggita ai controlli dei revisori dei conti. Secondo l’accusa, i soldi sarebbero stati trasferiti in Canada, frazionati in novanta bonifici, sul conto di società di sua proprietà. Infine, approfittando dello scudo fiscale, Lusi avrebbe fatto rientrare il capitale, investendo in immobili in Roma e in altre provincie, usando parenti come prestanome e depositando il resto sul proprio conto corrente. Lusi, che si è dichiarato responsabile per il prelievo del danaro dalle casse del partito, ha voluto patteggiare, chiedendo un anno di reclusione e impegnandosi a restituire la metà della somma alla ex Margherita. Dal 18 settembre 2012 il Gip di Roma Simonetta D’Alessandro ha concesso all’ex senatore gli arresti domiciliari, presso il santuario della Madonna dei Bisognosi vicino Carsoli in provincia dell’Aquila. Il 30 dicembre 2013 la Corte dei Conti lo ha condannato a versare 22,8 milioni di euro allo Stato per danno erariale a fronte di una richiesta di patteggiamento di 16.