Pesta una coetanea davanti scuola. E il video diventa un caso: piccole belve, senza alcun codice morale

È un pugno allo stomaco il filmato che ha avuto trentamila condivisioni su Youtube e che continua a girare sul web in cui si ritrae il pestaggio di una sedicenne ai danni di una coetanea.  L’episodio, su cui indagano i carabinieri di Rho, è accaduto davanti alla scuola Primo Levi di Bollate (Mi). Ciò che si vede è un’aggressione a freddo: una ragazza bionda contro una ragazza mora che piange e non reagisce, un’escalation di violenza, la bionda che diventa una belva incitata dai suoi amici che ridono, e neanche uno che raccolga le grida di aiuto della vittima. Nella scuola delle due ragazze si faranno ora assemblee, riunioni, lezioni del tutto inutili per sensibilizzare ragazzini il cui  livello etico oscilla tra lo zero e i numeri negativi. Infatti i ragazzini intorno, compagni di scuola della bionda che aggredisce e della mora presa a calci, che le conoscono e che le vedono ogni mattina, riprendono la scena e incitano: “Dai così, cattiva…”. Un ingrediente che certo non serviva a far lievitare una violenza fredda e ripugnante esercitata contro una coetanea, al punto da colpirla con calci in testa e in faccia. Che di mezzo vi sia un ragazzo o che si sia trattato di esibizionismo bello e buono tanto per comparire da protagonista (assai ripugnante peraltro) in un video che interessa adolescenti senza stimoli e senza cervello poco importa (prima di cominciare a picchiare la bionda infatti si gira verso gli amici come per avvisarli che la scena sta per avere inizio). La famiglia della ragazzina aggredita ha sporto denuncia (anche se in questi casi la denuncia non può certo essere sufficiente a “rieducare” alla convivenza persone che a sedici anni già impongono le regole della sopraffazione) e la polizia si sta occupando del caso. E un caso è diventato anche il filmato – che noi scegliamo di non divulgare – che per la crudezza delle scene e per l’indifferenza degli studenti che non intervengono in difesa di una ragazza inerme non dà solo uno spaccato disgustoso di certa vita adolescenziale (perché non sono tutti così, per fortuna) ma potrebbe anche fomentare una qualche forma di imitazione, alimentando altra violenza. E merita qualche parola anche il fatto che la protagonista dell’aggressione sia una donna, evidentemente priva di ogni sfumatura di femminilità, incapace persino di quella compassione – che è un tratto peraltro molto evidente in tutti gli eroi davvero virili – che impedisce di infierire sul “nemico” a terra. Quanto a quelli che ridono guardando la scena, non c’è che da pensare a quanto sia irredimibile la loro stupidità.