La “first lady” Agnese fa il tifo per il suo Matteo. “I bravi sanno scegliere il meglio…”

È l’ora di Agnese. La futura first lady che non vuole essere first lady. La moglie del “demolition man”, anche lei pronta all’esordio sui media. Ovviamente segue tutto con attenzione e apprensione, ma si schernisce: “Non sono nulla, non c’è niente di formalizzato, e poi quell’appellativo non mi corrisponde”. Nel caso in cui suo marito diventasse presidente del consiglio “il suo impegno sarà totale – ha detto Agnese – ci metterà l’energia che mette in tutte le sue cose”.

Il suo è stato un giorno come tutti gli altri. Al mattino lezione in una scuola fiorentina, poi a prendere le pagelle dei figli, dopo a casa a Pontassieve. La signora non ci tiene a fare la first lady. Non l’ha mai fatta da moglie del sindaco, non intende farla nel caso in cui il suo Matteo diventi premier. Al Nazareno, a Roma, si discutevano le sorti del Paese, intanto, a Pontassieve, Agnese aiutava i bambini a fare i compiti. Prima che qualcuno suonasse al citofono: “Io first lady? Non so nulla”.

Difficilmente Agnese si è mostrata accanto al marito. Quando lo ha fatto, si è tenuta a distanza da fotografi e giornalisti. Anche quando è andata ai ‘raduni’ renziani della Leopolda ha scelto la platea, preferibilmente le ultime file. Ora pare sia a un passo dal trasloco a Roma. Orgogliosa? “L’aggettivo giusto non è orgogliosa, ma confusa, come molti italiani, immagino”. Però scommette senza riserve sul marito. Se salirà a Palazzo Chigi “il suo impegno sarà totale, ci sarà la prova dei fatti, ci metterà l’anima e l’energia che mette nelle cose che fa”. Certo un po’ di paura c’è: “Nella vita il meglio è nemico del buono”, spiega Agnese citando un vecchio proverbio. Renzi vede Palazzo Chigi, ma ci entrerebbe senza passare dalle elezioni.  “Nessuno avrebbe pensato o augurato questa situazione – dice Agnese – ma bisogna fare i conti con la realtà, non siamo sciolti dalle contingenze. E poi, i bravi nell’imprevisto sanno scegliere il meglio e lo vivono senza recriminare”. Ha parlato con il marito un attimo prima che iniziasse la direzione: “Doveva ancora pronunciare il discorso, non sapevo cosa avrebbe detto”. Ha detto che le garndi ambizioni sono il sale della politica. Un discorso poco “modesto”. E i media lo paragonano a Bruto. È presto per decidere se sarà a lieto fine la favola di Agnese.