Al via le consultazioni. M5S e Lega non parteciperanno. Il Cav guida la delegazione azzurra

Il primo prezzo delle dimissioni di Enrico Letta lo pagano gli amanti dell’arte: per via delle consultazioni al Quirinale la mostra “La memoria ritrovata. Tesori recuperati dall’Arma dei Carabinieri” resterà chiusa al pubblico. Il giro di opinioni sul nuovo governo è ormai nel vivo: Giorgio Napolitano ha già concluso il primo incontro, che come da prassi è stato con il presidente del Senato. Uscendo dal Quirinale, Pietro Grasso non ha rilasciato dichiarazioni. Poi è stata la volta della presidente della Camera Laura Boldrini. Il suo incontro con il capo dello Stato ha comportato la sospensione della riunione dei capigruppo alla Camera, in cui le opposizioni chiedevano la parlamentarizzazione della crisi. Letta, attraverso un messaggio letto dal ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, ha però ribadito quanto detto già al momento della sfiducia da parte del Pd: non si presenterà alle Camere. Scelta motivata con il fatto che le sue dimissioni sono irrevocabili. Salvo i presidente dei gruppi misti di Camera e Senato, sentiti oggi, i rappresentanti dei gruppi parlamentari sono convocati tutti per domani, ma non tutti si presenteranno. Il Movimento 5 stelle ha fatto sapere che svolgerà le proprie “consultazioni” «con attivisti e cittadini» in mattinata, davanti Montecitorio. Per quanto riguarda la piazza, però, i grillini sono stati battuti sul tempo da Fratelli d’Italia, che già oggi ha svolto un falsh mob sotto la sede del Pd, in via del Nazareno, per dire «no all’ennesimo governo fantoccio» e ai «governi calati dall’alto» e per rivendicare il diritto di voto degli italiani. «Sull’Italia non scegliete voi», è stato lo slogan scandito dai giovani militanti del partito, che comunque non darà forfait al Colle. «Sarebbe più sensato e vero andare in delegazione al Nazareno ed evitare perdite di tempo», ha spiegato il presidente di FdI Guido Crosetto, aggiungendo che però il partito parteciperà alle consultazioni «per rispetto istituzionale», nonostante ormai questa «liturgia antica» assomigli «troppo a una farsa». Anche la Lega non andrà, dopo un momento di incertezza iniziale sul da farsi. Nessuna obiezione, invece, da Forza Italia, la cui delegazione sarà guidata da Silvio Berlusconi, come si evince dall’agenda ufficiale del Quirinale. E se non ci sono problemi per la presenza dei partiti di maggioranza, colpisce comunque che negli appuntamenti divulgati dal Colle non compaia il nome di Matteo Renzi. Per il Pd, infatti, sono menzionati solo i capigruppo di Senato e Camera, Luigi Zanda e Roberto Speranza.