Adesso scoprono di che pasta sono fatti i grillini. Come mai ci hanno messo così tanto?

Adesso scoprono tutti la vera natura del “grillismo”. Mi domanda se c’era bisogno di aspettare tanto. Bastava vederli il “primo giorno di scuola” per immaginare di che pasta erano fatti. Ed isolarli politicamente. Invece tutti a coccolarli, a lisciarli, a decantarne le doti naif, a metterne in risalto la spontaneità. Pier Luigi Bersani, poveretto, voleva addirittura farci un governo insieme. Come no: i due capgruppo pro tempore, muniti di telecamera, si recarono a colloquio con il segretario ed il suo vice Enrico Letta e li misero in mutande, come tutto il Paese poté constatare tramite la diretta streaming. Il minimo che i due massimi esponenti del Pd potevano e dovevano fare era di cacciarli dalla stanza se non avessero lasciato fuori l’aggeggio del quale, invece, si servirono per i loro scopi propagandistici.

Poi è venuto tutto il resto. Ogni giorno una iniziativa, chiamiamola così, destinata a proiettarli sui giornali e in televisione. Fino all’insulto più osceno che si sia sentito in un’aula parlamentare, quello rivolto alle deputate del Pd in Commissione Giustizia da un loro collega di casco munito. Poco dopo la bravata, un manipolo di Cinquestelle ha tentato di intimidire  i membri della Commissione Affari costituzionali, quindi un centinaio di loro ha trascinato la gazzarra per i corridoi di Montecitorio. A quando la prossima performance?

Non dovremo attendere molto. Le votazioni sulla legge elettorale saranno per i grillini come benzina sul fuoco.

Che fine ha fatto il Parlamento? Un bivacco di sfaccendati, un’arena dove consumare riti tribali, un luogo esposto alle intemperie che ha tempo immemorabile aveva comunque già perso la sua aura di “sacralità” istituzionale sotto i colpi dei professionisti dell’antipolitica che lo hanno messo a ferro e fuoco facendo perfino i conti in tasca al barbiere per non dire degli attacchi ai deputati e senatori presentati come predatori della cosa pubblica, mangiapane  a tradimento insieme con funzionari, documentaristi, impiegati di qualsiasi livello? Il quadro è a tutti evidente ed ognuno può farsene un’idea.

Ci si deve meravigliare se poi il Parlamento è stato considerato nella comune opinione come la sentina di tutti i mali del Paese?  A Grillo non è parso vero gettarsi a capofitto nel discredito montante, artificiosamente alimentato da poteri che vorrebbero mettere sotto scacco le istituzioni rappresentative per motivi che chiunque potrà individuare, se vuole, ripercorrendo le manovre di delegittimazione della democrazia parlamentare. E, di conseguenza, nulla è sembrato più logico e naturale a parvenu della politica che mettere a ferro e fuoco Camera e Senato riducendoli a rappresentazioni del malaffare dove loro, novelli Robin Hood, combattono la loro battaglia a suon di turpi espressioni e comportamenti che definire riprovevoli è eufemistico.

Certo, il Parlamento da anni “soffre” di acciacchi ed invecchiamenti. Le norme più recenti varate dalle ultime presidenze non gli hanno conferito né maggiore vitalità, né tantomeno autorevolezza. Una riforma dei regolamenti (ma non solo) appare sempre più indilazionabile in rapporto all’auspicata fine del bicameralismo. Ma non dimentichiamo che chi deve difendere il decoro del Parlamento non può lasciar passare il vero e proprio linciaggio che su di esso, con voluttà, si esercita eccitando poveri di spirito i quali credono che dietro quelle mura si consumano i peggiori misfatti.