Tregua armata tra Renzi e Letta? Verifica, job act e legge elettorale sul tavolo del “cordiale” faccia a faccia odierno

«Incontro utile e positivo». Sarebbe andato bene il lungo faccia a faccia (un’ora e mezza) tra Enrico Letta e Matteo Renzi che si è svolto prima del Consiglio dei ministri. Prove di disgelo, insomma, tra il premier e il segretario democratico che all’indomani dell’incoronazione a leader ha iniziato a tallonare il governo nella speranza, neanche troppo segreta, di andare alle elezioni anticipate. Sul tavolo patto di coalizione (la piattaforma del 2014 alla base della verifica di governo), Job Act e riforme, a cominciare dalla legge elettorale. Nel frattempo, sempre a Palazzo Chigi, si è tenuto un altro vertice a due, quello tra il vicepremier Angelino Alfano e il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Nell’iperattivismo che lo contraddistingue in queste ore, Renzi dovrebbe incontrare, come è noto, anche Silvio Berlusconi, incontro temuto dal Nuovo centrodestra che ha paura di un eventuale patto segreto tra il Cavaliere e il segretario-sindaco in materia di legge elettorale. Per ora la data non è stata fissata, ma  Renato Brunetta garantisce che si farà. Intanto, il ministro Mario Mauro continua a minimizzare la tensione nella maggioranza sulla proposta di Renzi sul lavoro: «Non c’è il rischio di scintille, si fa politica per il bene dell’Italia, non per il nostro. Le proposte del segretario del Pd debbono essere valorizzate perché rivoluzionano gli approcci tradizionali al problema dell’occupazione». A sentire il ministro della Difesa il governo è in buona salute anche se Letta prosegue le sue consultazioni con tutte le forze politiche per verificare la tenuta della maggioranza, oggi pomeriggio incontrerà la delegazione di Centro democratico guidata da Bruno Tabacci.