Nunzia De Girolamo lascia il governo. Si prepara il ritorno in Forza Italia?

«Mi dimetto da ministro. L’ho deciso per la mia dignità: è la cosa più importante che ho e la voglio salvaguardare a qualunque costo. Ho deciso di lasciare un ministero e di lasciare un governo perché la mia dignità vale più di tutto questo, ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare, perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità». Il bombardamento mediatico deflagrato in Aula alla fine ha dato i suoi frutti: il ministro delle politiche agricole non si è sentita tutelata dal governo e ha deciso di lasciarlo con un gesto che nei giorni scorsi è stato invocato prima, rinnegato al dunque, e ora recepito. Così il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo pone fine a un’esperienza partita il 28 aprile dello scorso anno, quando aveva prestato giuramento al Quirinale di fronte al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Alla Camera era sbarcata nel 2008, eletta nella lista del Popolo della Libertà, pronta ad assumere il ruolo di membro del Consiglio Direttivo del Pdl a Montecitorio. Ma è con il governo delle “larghe intese” di Enrico Letta che diventa ministro delle Politiche agricole, e al momento della scissione del Pdl decide di restare nell’esecutivo aderendo al Nuovo centro-destra. Sposata con l’esponente del Pd Francesco Boccia, con cui ha una figlia, interpreta il ruolo di ministro con un certo piglio decisionista, anche se la cosa la induce a prese di posizione “scomode”: come quando decide di partecipare alla manifestazione della Coldiretti al Brennero destando «sconcerto» in Confindustria. Ma è la vicenda della Asl di Benevento a sollevare il vero polverone, gettando discredito sulla sua attendibilità istituzionale e costringendola ad una appassionata autodifesa in Aula: e il primo segno di silenziosa distanza da parte del premier arriva proprio in quella difficile mattinata, che registra l’assenza tra i banchi dell’esecutivo del presidente del consiglio Enrico Letta. Nei giorni successivi si fa spesso il suo nome come ministro in odor di rimpasto, ma con le dimissioni consegnate finisce ogni illazione. A commentare motivazioni e possibili esiti del gesto è lo stesso vice-premier Alfano che, in un’intervista a La Repubblica, ha spiegato di aver detto alla De Girolamo di «non condividere le sue dimissioni» e di aver addirittura «provato, invano, a trattenerla. Ma ha la testa dura, ha insistito ad andare avanti», ha spiegato riferendo i retroscena dell’abbandono il leader del Nuovo centro-destra, che poi ha anche aggiunto: «Nunzia in Parlamento si è difesa bene, ha usato parole chiare. Io le ero seduto accanto e lo rifarei», concludendo che «il rapporto tra De Girolamo ed Enrico Letta «è sempre stato molto solido e amichevole. Evidentemente si aspettava un’attestazione più calorosa da parte del premier».

E se il ministro Bonino si è detta incredibilmente sorpresa della decisione di dimettersi della De Girolamo, di cui ha confessato di «non aver avuto sentore», il senatore Pd Casson dalle colonne de Il Fatto Quotidiano ha smontato invece la teoria della mancata difesa del premier, sostenendo che «era lei a dover difendere se stessa e dare le dimissioni: avrebbe dovuto prenderne atto molto tempo prima». Mentre sulle pagine dello stesso giornale, il deputato M5S Roberto Fico, sul fatto che l’esecutivo non abbia difeso la dignità del ministro ha sostenuto che la De Girolamo «ha ragione. Il governo ha usato due pesi e due misure: ha blindato il Guardasigilli, e invece ha fatto pressione su di lei prima che si votasse la mozione di sfiducia che abbiamo presentato», annunciando inoltre che adesso il mirino dei grillini cambia bersaglio: «Ora aspettiamo che se ne vada la Cancellieri».

E dato che sui retroscena dei giornali si parla insistentemente di un ritorno della De Girolamo nei ranghi berlusconiani, il senatore di FI Francesco Nitto Palma in un’intervista al Mattino mette a tacere voci e indiscrezioni dichiarando: «Se Nunzia De Girolamo volesse tornare in Forza Italia, Berlusconi non avrebbe problemi ad accoglierla. Lo ha detto lui stesso più volte: si sarebbe reso disponibile nell’eventualità in cui chi è andato via esprima il desiderio di tornare sui propri passi». Poi, al di là di inviti ufficiali e annunci istituzionali, prosaicamente conclude: «Tutto questo mi ricorda quel film con Greta Garbo e John Barrymore: era intitolato Grand Hotel. Gente che viene, gente che va…»