L’ira di Berlusconi per la nuova spallata giudiziaria: «Il mio impegno per il Paese punito dalla barbarie dei pm»

Nel giorno in cui arriva il primo via libera in Commissione Affari Costituzionali all’Italicum voluto da Renzi e Berlusconi, il Cavaliere risponde con durezza all’ennesimo affondo della magistratura, culminato nella nuova inchiesta sulle false testimonianze legate al processo Ruby. «Più il mio impegno è rivolto al bene del nostro Paese più incessante e odioso prosegue l’accanimento giudiziario nei miei confronti. Ancora una volta ribadisco che non per questo verrà meno il contributo che intendo offrire per dare all’Italia delle istituzioni che consentano finalmente una vera governabilità», dice Berlusconi in una nota. «Quando un giorno la mia innocenza sarà pienamente riconosciuta, grazie a quei giudici coscienziosi e privi di animosità politica che io spero sempre di trovare, gli italiani potranno comprendere appieno la vera e propria barbarie giudiziaria in cui l’Italia è precipitata», dice, senza mezzi termini, il leader di Forza Italia, secondo cui l’acccanimento e la barbarie giudiziaria «hanno determinato una degenerazione dei principali capisaldi del diritto che ha riservato a me e alle persone che mi stimano e mi vogliono bene un’umiliazione e soprattutto un dolore difficilmente immaginabili da parte di chi non vive l’incubo di accuse tanto ingiuste quanto infondate», conclude Berlusconi. Attese, a stretto giro, le consuete repliche indignate dell’Associazione nazionale dei magistrati.