A 17 anni precipita nel vuoto in un liceo di Lecce: un’altra vittima dei tagli alla scuola

Un destino inaccettabile ha stroncato la vita di Andrea De Gabriele, uno studente di 17 anni, morto  dopo essere precipitato nel vuoto in un pozzo luce che si trova all’interno dell’area adibita alle attività di educazione fisica della succursale del liceo scientifico “De Giorgi”, in via Delle Anime, a Lecce. Il ragazzo avrebbe fatto un volo di una decina di metri. A quanto si è saputo, il ragazzo, di Campi Salentina che frequenta il quarto liceo, aveva da poco ultimato l’ora di educazione fisica e mentre suonava la campanella, ha lasciato il gruppo di amici con il quale si trovava per andare a recuperare il giubbotto che aveva dimenticato su una grata. La griglia – a quanto si è appreso – all’improvviso ha ceduto facendo precipitare in un pozzo luce il ragazzo. Sul posto si trovano gli agenti della Squadra mobile che stanno ascoltando docenti e studenti. Sciaguratamente si piange dopo che l’irreparabile è accaduto. Che si possa andare a scuola senza la certezza di tornare vivi per la negligenza di chi dovrebbe controllare l’agibilità delle strutture basilari su cui camminano e fanno ginnastica i nostri ragazzi lascia impietriti e basiti. Nonostante tante parole, tanti ministri e tanti proclami propagandistici, quel che resta è una vita stroncata. Quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico. È una fotografia recente, scattata da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente fatto un anno fa sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. Uno scandalo. La qualità dell’edilizia scolastica italiana non è in grado di garantire la sicurezza di chi ci vive, ci lavora e ci studia. Questa tragedia lo dimostra. Le negligenze e la mancanza dei controlli all’interno del Liceo verranno appurate, ma tutti sappiamo che i pozzi luce sono punti delicatissimi. Senza una garanzia certa di tenuta, di solito, nelle scuole si dirotta il passaggio in un corridoio attiguo  o viene transennato l’intero vano, come sa chi ha frequentato le scuole  e frequenta quelle dei propri figli. A quanto si apprende, l’area da dove il povero Andrea è precipitato è ricoperta, pensate un po’, da un materiale leggero, forse un tendone, una copertura per gli scantinati sottostanti. Cose da non credere possano accadere.Andrea  – sempre secondo quanto si è saputo  – avrebbe preso una sedia e si sarebbe arrampicato sulla inferriata attigua, scavalcandola per recuperare il suo giubbotto: appena è sceso dall’altro lato la copertura non ha retto il peso ed ha ceduto, facendolo  precipitare nel vuoto. Una trappola mortale all’interno di una Liceo. Quante altre tragedie dovranno accadere prima di considerare un prorità la sicurezza degli edifici dove vino per 5-6 ore al giorno i nostri figli? Ministro Carrozza, se ci sei batti un colpo.