Legge di stabilità, via libera al fondo per la riduzione del cuneo fiscale

Via libera della Commissione Bilancio della Camera all’emendamento alla  Legge di stabilità che istituisce il fondo per la riduzione della pressione fiscale finanziato con i risparmi aggiuntivi derivanti dalla spending review e le maggiori entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale. Il fondo destinerà risorse «in egual misura» da un lato a imprese, lavoratori autonomi e piccolissime imprese in contabilità semplificata, e dall’altro a lavoratori e pensionati. La platea dei destinatari viene così allargata anche a nuove categorie rispetto ai soli lavoratori e alle sole imprese. Semaforo verde in Parlamento anche alla costruzione di nuovi stadi e all’ammodernamento di vecchi impianti sportivi senza però la possibilità di costruire anche nuovi complessi di edilizia residenziale. L’emendamento integra l’apposito fondo e semplifica le procedure amministrative, prevedendo anche modalità innovative di finanziamento. Un’altra novità riguarda la minisanatoria per le cartelle fiscali: i debitori potranno pagare l’intero importo originariamente iscritto a ruolo, ma senza interessi. Significativo è anche l’emendamento che tutela altri 17.000 esodati, con un impegno di 950 milioni di euro tra il 2014 ed il 2020.

Destinato a far discutere è invece l’emendamento che prevede l’assunzione di 120 esperti per la «gestione, monitoraggio e controllo» degli interventi cofinanziati dai fondi strutturali europei. L’onere è previsto in 5,5 milioni annui per il periodo 2014-2020. Approvato anche un sub emendamento che fissa l’obbligo di «esperire le procedure di mobilità» prima di procedere all’assunzione. Salta inoltre il tetto massimo dell’1 per mille inserito alla Camera per la Tasi, che torna così al 2,5 per mille. E anche qui non mancheranno polemiche. Da segnalare infine l’emendamento beffa:  via libera allo slittamento al 24 gennaio per il pagamento della mini-Imu.