Anche una norma anti al Qaeda applicata contro gli anarchici dei No-Tav

C’è anche una norma che era stata preparata per combattere la rete di al Qaeda fra quelle contestate dalla procura di Torino agli attivisti No-Tav arrestati per terrorismo, e ciò fa capire quanto grave – ancorché sottovalutata – sia la minaccia degli anarco-insurrezionalisti che agiscono in Val di Susa. Il capo d’accusa cita infatti un passo del codice penale introdotto nel 2005 da un decreto del governo all’indomani degli attentati di Londra e Sharm el Sheikh «per adeguare – come spiegò alla Camera dei deputati il ministro dell’interno Beppe Pisanu – il sistema giuridico alle caratteristiche insidiose e sfuggenti del terrorismo islamista». I No-Tav infatti rispondono di «atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi», ma ovviamente questo non basta per giustificare le norme relative alla rete. L’episodio contestato è un attacco al cantiere di Chiomonte che però, secondo gli inquirenti, va inquadrato in un contesto più ampio: l’obiettivo, infatti, sono le finalità di cui all’articolo 270 sexies del codice penale (quello introdotto dal decreto), vale a dire «arrecare un grave danno al Paese e costringere i poteri pubblici ad astenersi dal compiere un qualsiasi atto», il che ci sta tutto: in questo caso, i No-Tav vorrebbero costringere lo Stato a non proseguire i lavori per la ferrovia ad alta velocità Torino-Lione. Il 9 dicembre scorso poi erano stati eseguiti quattro arresti per l’assalto al cantiere del Tav a Chiomonte nella notte fra il 13 e il 14 maggio. Gli arrestati, simpatizzanti del movimento No-Tav, sono dell’area definita dagli inquirenti anarco-insurrezionalista. Tre arresti sono stati eseguiti nella zona di Torino, uno in quella di Milano. Contestato anche i reati di «attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, detenzione di armi da guerra, danneggiamento». Ad aprile invece si aprirà un altro processo per tre attivisti No Tav, rinviati a giudizio dal gip Eleonora Pappalettere per le violenze avvenute nel novembre dello scorso anno al cantiere di Chiomonte. Le accuse riguardano tentata rapina, sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale. Una settimana fa, invece, 24 attivisti No-Tav sono stati condannati a pene comprese tra quattro e nove mesi di carcere per gli episodi di violenza avvenuti il 17 febbraio 2010 in valle di Susa e a Torino, in occasione dei carotaggi per la linea Torino-Lione. A Coldimosso, frazione di Susa, e Chianocco, si erano verificati tafferugli tra i No-Tav e le forze dell’ordine. Nel capoluogo si erano verificate altre tensioni.