Alfano mette a tacere le malelingue: l’alleanza con Berlusconi è naturale

Dal contratto con gli italiani al contratto di governo. Alfano non rinuncia al linguaggio un po’ berlusconiano ed elenca le priorità della sua “creatura”: «Il taglio alla spesa pubblica, una riforma serissima del mercato di lavoro che consenta di facilitare le assunzioni e di incentivare la produttività, una legge elettorale bipolare che consenta ai cittadini di scegliere il deputato o il senatore, smettendola con un sistema di regole che prevede due Camere pagate il doppio per fare lo stesso lavoro». In sostanza, sono le tesi portate avanti dal Pdl e non realizzate per i motivi che sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare dal “golpe dello spread”. È chiaro che Alfano tende a dare un perché al Ncd: «Renzi è il nuovo leader della sinistra italiana, Ncd è il centrodestra: adesso tocca a noi cambiare il centrodestra, innovare il centrodestra e utilizzare lo strumento delle primarie per la scelta della leadership». E spiega anche i motivi dell’appoggio al governo: «Non è un matrimonio d’amore ma d’interesse. Però l’interesse non è quello degli “sposi” bensì quello degli italiani». Ma il “quid” è tutto in una frase: Ndc è alleato anche di Berlusconi? «È naturale, ci mancherebbe altro».