D’Annunzio, Fellini e… Novella Parigini: una mostra racconta la pittrice musa della Dolce Vita

Fu Gabriele D’Annuzio a suggerire il suo nome: Novella. Ne sono testimonianza le lettere che il Vate scrisse alla madre Emilia, anch’esse esposte – come gigantografie – nella retrospettiva “Novella Parigini. Un mito preannunciato”, che si apre giovedì alla galleria “Il mondo dell’arte” di via Margutta. La mostra, che potrà essere visitata gratuitamente fino al 30 novembre, è stata allestita in occasione del ventennale della scomparsa di quest’artista che nacque a Chiusi nel 1921, divenne famosa sulla scena parigina ed elesse Roma e in particolare proprio via Margutta a suo luogo dell’anima. Esponente di spicco della pittura contemporanea, Novella Parigini seppe interpretare fino in fondo lo spirito del suo tempo, diventando anche uno dei simboli della Dolce Vita: leggenda narra che Federico Fellini si sia ispirato a un suo “bagno” nella fontana della Barcaccia, a piazza di Spagna, per la celebre scena di Anita Ekberg nella fontana di Trevi. L’esposizione, voluta dal direttore artistico e dal gallerista de “Il mondo dell’arte”, Elvino Echeoni e Remo Panacchia, e dalla figlia della pittrice, Benedetta Parigini, si articola attraverso un’ampia raccolta di opere, video e altre immagini e racconta, oltre al percorso artistico della sua protagonista, anche uno spaccato del costume e della cultura degli anni Cinquanta e Sessanta. Accanto ai quadri di dimensioni diverse, sui quali campeggiano figure androgine e creature surreali a metà tra la donna e il gatto, ma anche paesaggi sognanti dalla natura lussureggiante e dolcissime Madonne velate, i visitatori potranno scoprire anche un video-testimonianza, in cui l’artista racconta sé stessa, la propria vita e il proprio pensiero, una serie di gigantografie che riproducono alcune testate dell’epoca e quelle lettere di D’Annunzio alla madre dell’artista. Ma la rassegna è legata anche a un’iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. La Parigini, che fu personalità trasgressiva e in anticipo sui tempi, è considerata infatti un’icona di libertà e della battaglia per i diritti delle donne. A questi principi si ispireranno quindi le attrici che partecipano al progetto “Donne d’amore”, coordinato da Virginia Barrett: ogni sera alle 19, per tutta la durata dell’esposizione, leggeranno monologhi sui temi della questione femminile e poesie tratte dal libro Lorma, scritto dal poeta e politico vicentino Enrico Hullweck.