Bill De Blasio, (quasi) sindaco di New York, ricorda i nonni italiani: «È questo il sogno americano»

«Questa mattina ho ricordato mio nonno Giovanni e mia nonna Anna. Per me questo è il sogno americano. Due nonni d’Italia immigrati, e oggi ho la possibilità di essere sindaco di New York». È un Bill De Blasio emozionato e commosso quello che esce dal seggio della Park Slope Branch Public Library di Brooklyn. Dopo aver fatto il suo dovere di cittadino, il candidato democratico che tutti i sondaggi danno come futuro sindaco, nota con gran piacere la presenza di alcuni giornalisti italiani che lo attendono in strada e a loro si rivolge nella lingua dei nonni. È l’occasione per ricordare le sue origini. Origini di cui si dice orgoglioso. «È un gran momento, molto emozionante, sono molto contento specialmente perché sono qui con la mia famiglia, con Chiara, con Dante». Due figli dai nomi italianissimi. C’è anche la moglie Chirlane McCray. «Questa donna – racconta De Blasio – ha scelto con me i nomi dei nostri figli. Ed è una cosa importante. A questo punto anche lei è mezza italiana», scherza, sottolineando come Chirlane sia «grande amante di tutte le cose italiane». Che in Italia ci sia chi aspetti di festeggiare e brindare per la sua vittoria rende Bill molto orgoglioso. «È una cosa bellissima. Ho sentito che ci sarà una festa al paese di mio nonno, Sant’Agata di Goti, in provincia di Benevento. Questo – insiste l’italoamericano – è un motivo di grande orgoglio. La cosa triste – dice ancora emozionato e commosso – è che mio nonno, mia nonna e mia madre non sono qui oggi con me». Una breve pausa, poi di nuovo il sorriso: «Ma è comunque un momento fantastico». De Blasio assicura che presto sarà nella Penisola. «Ne sono sicuro. Per me è molto importante andare nei luoghi dei miei nonni. A Sant’Agata di Goti. E a Grassano, in provincia di Matera. E sarà molto bello andarci da sindaco della Grande Mela. E da simbolo di un vero e proprio riscatto atteso da generazioni».

De Blasio è l’ultimo di una lunga serie di politici di origine italiana. New York ha già avuto tre italo-americani a City Hall: Fiorello La Guardia dal 1931 al 1944, Vincent Impellitteri dal 1950 al 1954 e Rudy Giuliani, lo sceriffo “law and order”, dal 1993 al 2001. Prima di Mario Cuomo e di suo figlio Andrew, lo Stato della Big Apple aveva avuto un governatore discendente da emigranti: Alfred E. Smith, nato Alfred Emanuele Ferrara, fu il primo, e anche il primo candidato alla Casa Bianca, battuto da Herbert Hoover nel 1928. I Cuomo sono per gli italo-americani quello che più si avvicina a una dinasty politica alla Kennedy o alla Bush: Mario, governatore dal 1982 al 1994, fu battuto da George Pataki che lo aveva attaccato per le sue posizioni contro la pena di morte. Di origine italiana sono due giudici della Corte Suprema: Antonino Scalia e Samuel Alito. A Capitol Hill Nancy Pelosi, figlia del sindaco di Baltimora Thomas D’Alessandro, è stata fino al 2012 la Speaker della Camera. Ma tante altre donne hanno portato il contributo delle italo-americane in politica: da Geraldine Ferraro, la prima candidata donna alla vice presidenza (nel 1984 con Walter Mondale) all’ex ministro della Sicurezza interna Janet Napolitano.