Mail, sms, telefonate: anche l’Italia spiata dal “grande fratello” americano. Il Copasir vuole vederci chiaro

Anche l’Italia spiata e controllata  dall’orecchio orwelliano degli Stati Uniti. Il Copasir sembra non avere più dubbi tanto da chiedere lumi al governo che, evidentemente, non può non sapere. La prima richiesta del Comitato parlamentare è l’incontro con il sottosegretario con delega ai servizi, Marco Minniti, che si terrà domani pomeriggio a palazzo San Macuto. A risollevare il caso, dopo le prime rivelazioni dei mesi scorsi sul Datagate italiano, è il deputato di Sel Claudio Fava che intervenendo sullo spionaggio della NSA in Francia ha detto che la stessa cosa è  avvenuta «anche in Italia» e che i servizi italiani ne erano al corrente. Come in mezza Europa la solerte Agenzia di sicurezza nazionale di Washington ha acquisito milioni di dati sensibili (telefonate, email, sms) dei cittadini italiani. La conferma è arrivata circa tre settimane fa quando una delegazione di parlamentari del Comitato di controllo sui servizi segreti è stata in missione negli Usa. Le informazioni acquisite riferiscono il funzionamento del sistema di sorveglianza Prism e un vero e proprio monitoraggio cominciato da anni e tuttora attivo. «Una raccolta di dati sensibili – sostiene Fava – che a questo punto anche i nostri Servizi segreti non possono più negare, sia pur ribadendo come si sia di fronte ad acquisizioni che hanno come unico obiettivo l’attività dell’antiterrorismo. I vertici dei Servizi Usa ci hanno spiegato che il loro scrupolo principale è stato quello di rispettare le leggi americane sulla privacy e intervenire a tutela della sicurezza del Paese. Che tutto questo confligga con le leggi nazionali di Paesi alleati è un punto di vista che loro non hanno, ma che noi dovremmo avere». Nei mesi scorsi si era parlato anche di spionaggio dell’ambasciata italiana a Washington e, sia pur in via ancora informale, gli 007 italiani smentiscono, «Ma non basta, perché – puntualizza il componente del Pd del Copasir, Felice Casson – le risposte che abbiamo avuto dai vertici delle nostre strutture non sono affatto tranquillizzanti e l’audizione del sottosegretario Minniti dovrà servire proprio a pretendere maggiore chiarezza sulla posizione del nostro governo. Appare evidente che gli Stati Uniti abbiano acquisito informazioni su persone e autorità in tutta Europa. Quali elementi concreti esistono per escludere che questo non sia accaduto anche nei confronti dei politici e delle autorità del nostro Paese?».