L’altra faccia degli immigrati: pietre, assalti e guerriglia. E la sinistra si gira dall’altra parte

Pietre contro le auto della polizia, disordini, violenze, minacce. L’altra faccia dell’immigrazione, quella che la Kyenge finge di non vedere, è venuta fuori nella zona del Centro accoglienza di Mineo. Una protesta aggressiva, inaccettabile, che ha creato tensione e paura. L’azione è iniziata con un fitto lancio di pietre contro l’auto della polizia stradale di Caltagirone. Subito dopo è stata presa d’assalto l’area di servizio, costringendo i lavoratori ad asserragliarsi dentro il bar. La battaglia è stata decisa nei minimi particolari, con una raffinata tecnica di attacco: è stata infatti bloccata la strada statale Catania. Gela e – a gruppi di dieci – gli extracomunitari hanno cominciato a camminare in entrambe le direzioni a mo’ di minaccia. Per precauzione è stato deciso il divieto di transito ma, subito dopo, un furgone e un’auto della polizia sono stati assaliti con una fitta sassaiola in una strada provinciale del Catanese. Una vettura è stata colpita da un masso. Le forze dell’ordine hanno sparato dei lacrimogeni per disperdere gli extracomunitari. Ma non è finita qui, gli aggressori hanno attuato attacchi da guerriglia: si nascondevano a piccoli gruppi e colpivano all’improvviso. Tutto questo la dice lunga sul buonismo che viene quotidianamente somministrato dalla sinistra nel tentativo di plasmare l’opinione pubblica: è innegabile che una grossa fetta di extracomunitari è abituata a delinquere, checché ne dica la Kyenge, e proprio per questo la clandestinità va controllata. Non è una novità che – come ha detto lo stesso Alfano – molti immigrati si rifiutano di dare le impronte digitali e i dati biometrici, e che di sicuro non può essere consentito che circolino indisturbati nelle nostre città. Nel contempo, l’accoglienza degli immigrati va data, ma sarebbe un errore gravissimo spalancare le porte a chiunque, anche perché in un momento di crisi è prioritario dare un futuro dignitoso agli italiani. Se invece si dà spazio al duo Boldrini-Kyenge si finisce per sprofondare nel burrone.