I cittadini dell’Elba non celebrano la Liberazione. Gli alleati portarono con sé stupri e violenze

La prima commemorazione dello sbarco con cui le truppe africane sotto il comando francese liberarono l’isola d’Elba dall’occupazione tedesca è stata cancellata dal sindaco di Campo nell’Elba (Livorno) per le violenze di cui queste si resero protagoniste sulla popolazione locale, un po’ come raccontato dal celebre film “La ciociara” in cui la protagonista Sofia Loren e la figlia vengono violentate dalle truppe marocchine al seguito del corpo di spedizione francese (composto anche da algerini, tunisini e senegalesi). All’Operazione Brassard, il 16 giugno 1944, presero parte reggimenti di tiratori senegalesi e soldati marocchini e algerini. L’assalto all’isola d’Elba comportò gravi perdite tra le truppe di liberazione per la forte resistenza dei tedeschi. L’Operazione Brassard ha comunque lasciato un ricordo indelebile nella memoria degli elbani non solo per la liberazione ma soprattutto per le violenze esercitate dai nuovi occupanti alleati che, come scrive un verbale dei carabinieri dell’epoca, si abbandonarono «a ogni sorta di eccessi, violentando, rapinando, derubando, depredando paesi e case coloniche». Questo ricordo e le polemiche che sono andate via via rinfocolandosi hanno suggerito al sindaco Vanno Segnini (alla guida di una Giunta civica col sostegno del Pdl) di rinviare la celebrazione ad altra data. Delusa e amareggiata la comunità senegalese che, come scrivono alcuni quotidiani nelle pagine locali, era pronta a prenderne parte. Ma la celebrazione s’è scontrata con critiche bipartisan. «I soldati liberatori – ha scritto addirittura il Pd locale – si trasformarono in spietati oppressori». «Sappiamo che 5-6-7 senegalesi si macchiarono di violenze orribili – ha commentato Baye Diouf della comunità senegalese – Ma volevamo andare in pace a ricostruire una memoria comune: perché noi siamo italiani e abbiamo contribuito a fare la storia dell’Italia. Il problema è che noi siamo neri, se arriva un tedesco all’Elba gli spalancano le porte. Invece a noi no». Chissà perché.