Berlusconi, giro di incontri a Palazzo Grazioli. Fioccano gli appelli all’unità del Pdl

Giornata fitta di nuovi incontri a via del Plebiscito per Silvio Berlusconi (reduce dalla cena chiarificatrice con Raffale Fitto)  alle prese con le fibrillazioni del Pdl e il tentativo di evitare lo strappo, in parte rientrato con il voto di fiducia. La mattina comincia con l’incontro con la delegazione di Fratelli d’Italia (Meloni, Crosetto e La Russa) e prosegue con il pranzo con gli eurodeputati  prima del possibile “faccia a faccia” con il segretario Angelino Alfano, non ancora confermato. In questo clima continuano gli appelli trasversali all’unità e gli sforzi dei pontieri tra le due ali del partito.  «La nostra soluzione politica non può risolversi nel fare del Pdl una sorta di gigantesco ring caratterizzato da una conflittualità permanente», ha scritto Fabrizio Cicchitto in un intervento su Libero chiarendo che l’ipotesi unitaria deve «fondarsi esplicitamente sulla scelta interconnessa di due personalità quali quella di Silvio Berlusconi e quella di Angelino Alfano», altrimenti «meglio una separazione consensuale in due partiti: il Pdl, più moderato, e Forza Italia, più movimentista e conflittuale». Quindi Cicchitto ha ripercorso le tappe del «drammatico e confuso dibattito che è in corso nel Pdl» dalla scissione di Fini alla nascita del governo Letta-Alfano che, ha scritto, pur «con tutti i suoi limiti e le sue profonde contraddizioni può salvare il salvabile». Cicchitto ha affermato che «l’attacco giudiziario contro Berlusconi è ripreso durante il governo Letta», ma ha contestato «che la risposta alla deriva giudiziaria possa essere di tipo radicale ed estremista». E sulla stessa linea anche Raffaele Fitto che in una nota ha puntualizzato che «il nostro unico obiettivo è quello di perseguire l’unità del partito nel nome e sotto la guida del presidente Berlusconi. Mai e poi mai abbiamo chiesto o parlato di posti per qualcuno». Dal canto suo, Renato Schifani ha dichiarato ai Tg: «Sono certo che Berlusconi riuscirà a ricondurre tutto ad unità. Nessun protagonismo, nessun eccesso da parte di qualcuno. Dobbiamo mantenere la nostra storia, una storia che ha visto crescere una classe dirigente, individuata e coltivata da Silvio Berlusconi. Affidiamoci a lui».