Befera spiazza il partito delle tasse: «Sì, esiste un’evasione di sopravvivenza»

Un po’ simbolo, un po’ paladino. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, per il Pd è qualcosa di più di un semplice dirigente dello Stato. Tant’è che prima delle scorse politiche l’ex capo di Equitalia era indicato come possibile candidato di punta dei democratici. Tant’è che quando lo scorso inverno Befera prese a mandare la Guardia di Finanza a Cortina e dintorni il Pd si schierò subito in prima fila per difendere i blitz e il suo mandante. Ma oggi da quel simbolo, da quel paladino arriva una delusione indigeribile per il partito delle tasse.

Per Befera, infatti, è colpa dei tanti balzelli se in Italia c’è un’evasione così elevata e l’evasione non è tutta frutto di furbizia e disonestà, ma ne esiste anche una «di  sopravvivenza». Nel corso di un’intervista a Radio 24, alla domanda se, secondo lui, con una minore pressione fiscale ci sarebbe anche una minore evasione, Befera ha risposto «indubbiamente. Ci sarebbe meno evasione per carenze di liquidità». Quando poi gli è stato chiesto se esista «un’evasione di sopravvivenza» il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha risposto «penso di sì», aggiungendo giusto piccola una presa di distanza: «Ma non so bene, non essendo evasore».

Mister Tasse, dunque, la pensa esattamente come il vice ministro dell’Economia, il democratico Stefano Fassina, il quale pagò a prezzo di salatissime polemiche interne la sua sincerità sulle ragioni dell’evasione. Fra i tanti del Pd che gli risposero ci fu anche Matteo Colannino, che ribadì piuttosto piccato la linea del partito: «Se qui si pagano troppe tasse, se mancano le risorse per fare investimenti e sostenere l’occupazione bisogna ricordare che la colpa è anche, per larga parte, di decenni di assuefazione a nero e sommerso che hanno prodotto danni incalcolabili a cittadini, imprenditori onesti e all’intero Paese». Il non detto di Colannino era quello che, invece, Linda Lanzillotta di Scelta Civica non ebbe problemi a esplicitare: «Sull’evasione fiscale – disse la montiana – la pensa come Berlusconi, siamo all’allarme rosso».

Ora che a «pensarla come Berlusconi» c’è anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate come la prenderà il Pd?