Siria, arriva il rapporto Onu sull’arsenale chimico. Mosca: basta temporeggiare con l’opposizione

Mosca fa sul serio, dopo aver riportato la Casa Bianca a più miti consigli sull’intervento armato in Siria, lancia un nuovo ultimatum ad Assad mentre l’atteso rapporto degli ispettori dell’Onu sull’utilizzo di armi chimiche è sul tavolo del Consiglio di sicurezza. «I campioni raccolti forniscono prove chiare e convincenti che sono stati utilizzati razzi contenenti gas sarin», è quanto emerge da stralci del rapporto, ricavati dalla foto ufficiale tra il segretario generale Ban Ki-moon e Ake Sellstrom.  «È arrivato il tempo non più di convincere ma di costringere l’opposizione siriana a partecipare al tavolo del negoziato», ha detto il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov in una conferenza stampa. Sul tappeto il controllo internazionale dell’arsenale chimico di Damasco e la sua distruzione entro novembre. La Russia è pronta a partecipare alle spese per lo smantellamento ma non nel proprio territorio, lo scrive il quotidiano Kommersant citando una fonte della delegazione russa che nei giorni scorsi ha negoziato a Ginevra con gli americani il piano.  Il quotidiano ipotizza che le operazioni di distruzione potrebbero essere effettuate in Siria o in un Paese vicino, ad esempio la Giordania. Intanto Parigi insiste sulla linea della fermezza. Ricevuti all’Eliseo il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri britannico, William Hague, Fracçoid Hollande ha sottolineato che i tre alleati devono «mantenere la linea della fermezza che ha consentito di inquadrare questo processo diplomatico e della solidarietà». Francia, Gran Bretagna  e Usa auspicano di poter lavorare a una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu  «entro la settimana» a New York, aggiungendo che il rapporto delle Nazioni unite rappresenta «indubbiamente un’occasione favorevole per un passo avanti». E il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha sottolineato che ci saranno conseguenze «serie» se la risoluzione dell’Onu sulla Siria non verrà applicata. Più cauta  Emma Bonino sull’accordo Lavrov-Kerry per mettere sotto controllo le armi chimiche in Siria, «è un passo avanti, ma tutto da verificare e abbastanza in salita. Che torni a parlare la diplomazia e la politica credo sia un fatto importante – spiega il ministro degli Esteri da Bruxelles – poi bisogna vedere l’applicazione al Consiglio di Sicurezza».