«Mai uno spot con una coppia gay»: Barilla “linciato” per aver difeso la famiglia tradizionale

«Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale». Coinvolto in un discorso di genere sugli spot Guido Barilla, presidente del gruppo Barilla, a La Zanzara su Radio 24 ha spiegato qual è il modello di famiglia a cui s’ispira l’azienda. «Noi – spiega – abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell’azienda». Ma la pasta la mangiano anche i gay, hanno osservato i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo: «Va bene, se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, altrimenti mangeranno un’altra pasta. Uno non può piacere sempre a tutti. Io rispetto tutti – ha aggiunto il 55enne Barilla, pronipote del fondatore Pietro – facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole al matrimonio omosessuale, ma no all’adozione per una famiglia gay. Da padre di più figli credo sia molto complesso tirare su dei bambini in una coppia dello stesso sesso». Non l’avesse mai fatto. Immediatamente si è scatenata la polemica. «Raccogliendo l’invito del proprietario della Barilla a non mangiare la sua pasta, rilanciamo con una campagna di boicottaggio di tutti i suoi prodotti – ha replicato Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia – Nessuno ha mai chiesto alla Barilla di fare spot con le famiglie gay».  Critica Paola Ferrari De Benedetti, portavoce dell’associazione “Osservatorio nazionale bullismo e doping”, commentando le reazioni della comunità omosessuale: «Ogni giorno, ormai, le associazioni gay e settori della sinistra, come una goccia cinese, tentano di far passare l’assunto che manifestare posizioni o opinioni in contrasto con quelle da loro sostenute sia da condannare e sia un atteggiamento omofobo al contrario, ritengo che questo sia un comportamento discriminatorio e ingiustamente accusatorio». Solidarietà a Guido Barilla è arrivata anche dal Moige: «Va dato atto alla Barilla di essere da sempre attenta ai minori, non solo con i suoi spot pubblicitari ma anche nella scelta di inserirli in programmazioni rispettose dei più piccoli». Il tam tam di polemiche si è allargato sul web. Ma nella tarda mattinata a chiudere la querelle ci ha pensato lo stesso Guido Barilla: «Mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone. Nell’intervista volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia». Scuse accettate?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Ormai affermare che si crede solo nella famiglia sacrale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, diventa addirittura una espressione, un esempio di omofobia”: è quanto sostiene Paola Ferrari De Benedetti, portavoce dell’associazione ‘Osservatorio Nazionale Bullismo e Doping’, commentando le parole di Guido Barilla sulle coppie gay e le reazioni della comunità omosessuale. “Ogni giorno, ormai, le associazioni gay e settori della sinistra, come una goccia cinese, tentano di far passare l’assunto che manifestare posizioni o opinioni in contrasto con quelle da loro sostenute sia da condannare e sia un atteggiamento omofobo – afferma Ferrari – al contrario, ritengo che questo sia un comportamento discriminatorio e ingiustamente accusatorio. Siamo in un paese libero, civile e democratico nel quale è assolutamente legittimo, se lo si ritiene opportuno, decidere, come spiega oggi Guido Barilla, di non fare mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non ha alcun senso né indignarsi, né sollevare un polverone di polemiche su questa affermazione”