La crisi continua a mordere: piange anche il mercato delle case per le vacanze

Nonostante il caldo torrido di questi giorni molte case vacanze quest’anno rimarranno vuote perché gli italiani ne comprano e ne affittano sempre meno e non bastano gli stranieri a compensare il calo. A delineare il quadro è l’osservatorio Fimaa-Confcommercio sull’immobiliare commerciale turistico che parla di una flessione diffusa con tutte le regioni che perdono almeno il dieci per cento delle compravendite, e picchi di oltre il 17% in Sardegna e Sicilia. Senza domanda scendono anche i prezzi: il Friuli Venezia Giulia vede le quotazioni in calo del 10% e le località di mare emiliano-romagnole e toscane cedono oltre il 7%. Unica eccezione è rappresentata dall’Umbria dove i prezzi sono stabili. In media la frenata è maggiore al mare, -6,2%, rispetto alla montagna che cede solo il 3,3%. Scendono anche le case in affitto che saranno il 12% in meno del 2012 nonostante canoni più bassi in media del 10%, con punte del -20% in Abruzzo e Sicilia. Il dato non accentuatissimo del calo dei prezzi in montagna, -3,3%, segna però per Fimaa la fine del crollo delle quotazioni e lascia intravedere un’inversione di tendenza che dovrebbe estendersi a tutto il mercato. Gli altri segnali positivi identificati da Fimaa per il futuro sono la crescita dell’interesse degli stranieri anche per investimenti di fascia media, per attirare i quali servirebbe però una più elastica politica dei visti, e il progressivo sblocco dei mutui da parte delle banche. Infine quei luoghi ‘evergreen’ non raggiunti dalla crisi come Capri e Forte dei Marmi, dove un appartamento arriva a costare quindicimila euro al metro quadro. Poco sotto le perle della montagna, a Cortina e Madonna di Campiglio servono infatti almeno dodicimila euro al metro quadro.