Incidente di Venezia: il gondoliere è risultato positivo alla cocaina e all’hascisc

Entra in scena anche la droga nell’incidente sul Canal Grande che una settimana fa è costato la vita al turista tedesco Joachim Vogel. Le espressioni di solidarietà dei gondolieri, i bei gesti dei soccorsi, fanno a pugni adesso con gli esisti dei test tossicologici dai quali è emerso che il “pope” venticinquenne alla guida della gondola vittima dello speronamento del vaporetto era sotto l’effetto di stupefacenti. Il giovane, si è appreso dalla Questura di Venezia, è risultato positivo alla cocaina e all’hascisc. Un referto che potrebbe non cambiare nulla nelle responsabilità dell’incidente, ma che porta anche il gondoliere Stefano Pizzaggia nel registro degli indagati. Con lui salgono a quattro gli indagati per il tragico scontro di sabato scorso, quando il Canal Grande sembrava una tangenziale a Ferragosto, tanto era intasato di vaporetti, gondole e taxi. I primi a finire sotto l’occhio della magistratura erano stati il pilota del vaporetto coinvolto, Manuele Venerando, e quelli di altri due battelli pubblici dell’Actv in manovra. Pizzaggia, vittima dello scontro, potrebbe dover rispondere a sua volta di concorso in omicidio colposo, come conseguenza di altro reato, l’assunzione di droga. Non si conosce ancora quali siano le quantità di stupefacente riscontrate nel sangue del giovane dopo l’incidente; spetterà al magistrato stabilire se le sostanze avessero compromesso, e in che, il suo stato psico-fisico mentre portava la gondola.

Quello dell’uso di stupefacenti tra i gondolieri non è certo un problema nuovo per la categoria. Un mese fa, sulla spinta di una campagna mediatica, lo stesso Falconi aveva scritto una lettera all’Avvocatura Civica chiedendo lumi sulla possibilità di sottoporre i “pope” a test per alcol e droga che ne dimostrino l’idoneità, come avviene per chi conduce mezzi di trasporto pubblico Il quesito, ha spiegato Falconi, riguarda il fatto che i circa 400 gondolieri veneziani sono lavoratori autonomi, anche se su licenza data dal Comune. Si tratta di capire se prevalga da parte la considerazione del loro ruolo “pubblico” e quindi se il datore di lavoro li possano sottoporre ai test.