Gioielliera uccisa, c’è la svolta. “Compro oro”: daremo la “taglia” a chi ha aiutato le indagini

Svolta nelle indagini di Maria Angela Granomelli, la donna uccisa il 3 agosto nella sua gioielleria nel centro della città, a Saronno, in provincia di Varese. Il presunto omicida, un quarantenne,  è stato fermato a Bollate (Milano), individuato grazie alla testimonianza di un cittadino, che si è presentato alla caserma dei carabinieri del centro in provincia di Milano dicendo di avere visto un uomo che assomigliava alle immagini dell’assassino riprese dal circuito di videosorveglianza diffuse dagli inquirenti. E ora «siamo pronti a consegnare la ricompensa», fa sapere la Mirko Oro, la catena di Compro oro che da subito aveva proposto una “taglia” di 50 mila euro a chi avesse dato un contributo determinante alle indagini per la cattura della donna. Nella lunga confessione fatta la scorsa notte dal presunto assassino di Maria Angela Granomelli, l’uomo, disoccupato, che alla fine è stato sottoposto a fermo,  ha tentato di discolparsi. «Non volevo uccidere» avrebbe detto l’uomo in preda alo sconforto confermando che in quel negozio era entrato «solo per fare una rapina» e che però alla fine avrebbe «perso la testa». Le sue dichiarazioni, ovviamente, saranno ora vagliate dagli investigatori dell’Arma, che stanno cercando ulteriori riscontri, ma che avrebbero già avuto un decisivo conforto dal confronto delle impronte digitali trovate sul luogo dell’ omicidio con quelle dell’indiziato. Ricordiamo che la gioielliera è stata colpita alla testa con un portagioie e l’uomo ha infierito con calci e pugni per poi fuggire con monili di scarso valore. Da subito sono circolate in provincia di Varese e di Milano quattro camion con cartelloni con l’avviso della taglia e le immagini dell’assassino ripreso dall’impianto di videosorveglianza: i titolari della catena Compro oro conoscevano personalmente la Granomelli e per questo avevano concordato un gesto forte e significativo, al fine di aiutare e sostenere il lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine. «Abbiamo fatto un grande lavoro di intelligence corroborato da una segnalazione che ci è pervenuta da parte di un cittadino», ha dichiarato il comandante provinciale dei Carabinieri di Varese, Colonnello Alessandro De Angelis, nel corso di un breve incontro con la stampa. I carabinieri hanno confermato però che a portarli sulla pista giusta è stata la determinante segnalazione di un vicino di casa del presunto assassino, che viveva a Bollate nell’appartamento della compagna. Notizia giunta alcuni giorni fa e poi sviluppata anche grazie ad accertamenti sui tabulati telefonici e sulla cella a cui si agganciava il telefonino dell’uomo. Sull’informatore, però, e sulla donna del fermato, Alex Maggio, di 32 anni, ritenuta completamente estranea ai fatti (non è stata nemmeno denunciata), non sono al momento stati forniti particolari. I carabinieri hanno sottolineato come la segnalazione del cittadino sia stata resa possibile dalle immagini diffuse dalla Procura che mostravano il volto dell’uomo ottenuto da un fermo immagine dell’impianto di videoregistrazione della gioielleria, che aveva ripreso le terribili fasi dell’aggressione.