Putin difende lo spione Snowden ma non il blogger che lo critica. E Obama è sempre più irritato

Il blogger russo anti-Putin Alexei Navalny, condannato ieri a cinque anni per appropriazione indebita, è stato scarcerato stamane, ma non potrà lasciare Mosca. Il tribunale di Kirov ha accolto la richiesta della procura di permettere a Navalny di attendere l’esito del ricorso di appello fuori dal carcere, ma in libertà vigilata. La condanna di Navalny ha scatenato l’indignazione dell’intera comunità internazionale e a Mosca migliaia di cittadini si sono riversati sulle strade per protestare. Oltre 200 sono stati arrestati. L’attivista anti-Putin, che ha ascoltato la sentenza in una gabbia di vetro, appena è stato rilasciato è corso ad abbracciare la moglie. «Sono molto grato – ha commentato – a tutti coloro che mi hanno sostenuto». Per quanto riguarda la sua candidatura a sindaco di Mosca, Navalny ha aggiunto che valuterà in quale forma parteciparvi, «se attraverso il boicottaggio o lo scrutinio».

Di sicuro il presidente russo ha mostrato un approccio diametralmente opposto nel trattare le vicende che riguardano la libertà di denuncia e di trasferimento di informazioni sul web. Ha difeso e tuttora non consegna Snoweden alle autorità americane, sostenendone la legittimità della sua attività di “informatore” ma in casa sua non fa altrettanto con i blogger non graditi. Intanto il presidente americano Barack Obama potrebbe cancellare il summit con il presidente russo Vladimir Putin in programma a Mosca a settembre proprio a causa della crisi sorta attorno alla vicenda della talpa della National Security Agengcy, Edward Snowden, che ha chiesto temporaneamente asilo in Russia. Lo affermano diverse fonti di stampa citando non meglio identificati funzionari dell’amministrazione, per ora senza smentite ufficiali.