“Per una ecologia dell’uomo”: l’importanza del tema ambientale secondo Ratzinger

Tra i vincitori della nona edizione del Premio Acqui Ambiente spicca il nome di Benedetto XVI. Sì, proprio il Papa dimissionario che, mentre ancora regnava dal soglio di Pietro, inviò, come un comune mortale, un suo libro alla giurìa del più prestigioso premio italiano destinato a chi difende l’ambiente dalle manipolazioni e dagli avvelenamenti che continuano a verificarsi in spregio alla natura, e per consentire facili e vergognosi arricchimenti.

Nel corso della sua missione quale Pontefice della Santa Chiesa, Joseph Ratzinger ha voluto porre l’accento sull’importanza del tema ambientale, esaminato nelle sue diverse sfaccettature, da quella religiosa a quella naturale, sociale, culturale, ed economica, come ha riassunto nel volume «Per una ecologia dell’uomo», edito dalla Libreria Editrice Vaticana, inviato al Premio Acqui Ambiente alcuni mesi prima delle sue dimissioni, e che ha particolarmente colpito i giurati per la sua concretezza e profonda spiritualità. Si tratta di una straordinaria raccolta di scritti, interventi, lettere, conferenze svolti dal dimissionario Pontefice in molti anni del suo mandato, contenenti l’esortazione a salvaguardare la natura e l’ambiente; un argomento, quello ecologico, sempre molto sentito da Papa Ratzinger, che non ha mancato mai di esortare i credenti a resistere ai richiami del consumismo.

«Benedetto XVI», si legge nella prefazione scritta da monsignor Brugues, «ha parlato di ecologia più di qualsiasi altro suo predecessore. Nella veglia di Pentecoste del 2006 invitò i cattolici di tutto il mondo a proteggere il creato contro lo sfruttamento egoistico».

La decisione di premiare Benedetto XVI ha definitivamente collocato l’Acqui Ambiente al vertice dei riconoscimenti per chi si batte in difesa della natura. E’ significativo che, tra i riconoscimenti assegnati ai «testimoni dell’ambiente», figurino nomi come Giulio Rapetti (Mogol) e Michela Vittoria Brambilla. Come fa notare Carlo Sburlati (ideatore a suo tempo, e oggi presidente del Premio), Giulio Rapetti, non solo attraverso il suo esemplare e mitico sodalizio con Lucio Battisti, ma anche grazie a quello tessuto con i migliori interpreti della nostra canzone, ha raccontato esperienze umane eterne ed emozioni esemplari, entro scenari dove la natura è in un rapporto continuo di scambio e complicità con giorni ed opere della nostra esistenza. Il poeta di «Acqua azzurra, acqua chiara», in anni difficili, segnati da un alto tasso di conflittualità ideologica e di violenza, frutto di una deriva e di una temperie politica e giovanile post-sessantottina, ha preso posizioni chiare, autonome ed anticonformiste. Ha saputo preservare e affermare la dimensione quotidiana degli affetti, quella cronaca privata, semplice e profonda, che è, in ultima analisi, il “sale delle cose” e il “senso della vita”. Un altro riconoscimento, sempre nella sezione dei «testimoni dell’ambiente», è toccato a Donatella Bianchi, che, nel corso della sua carriera come conduttrice televisiva e radiofonica, ha saputo toccare temi concreti e di scottante attualità, tra i quali la tutela del mare e del territorio, delle identità culturali e paesaggistiche. Basti ricordare programmi quali “Sereno Variabile” e “Lineablu – Vivere il mare”.

Un significativo riconoscimento è andato anche a Michela Vittoria Brambilla, da sempre impegnata in una serie di iniziative concrete volte al consolidamento di un’etica rispettosa degli animali e dell’ecosistema: fondatrice della Lega Italiana per la Difesa degli Animali (LEIDA) e del movimento «La coscienza degli animali», ha chiesto l’abolizione della vivisezione e della macellazione rituale. Ha dato poi vita alla campagna contro l’abbandono degli animali.

L’Acqui Ambiente, grazie anche al prestigio del vincitore Benedetto XVI, ha avuto una risonanza internazionale e certamente ciò costituisce una utile premessa per il richiamo che avrà, ad ottobre, la nuova edizione dell’altro Premio che ha giovato al prestigio culturale della città termale piemontese: il Premio Acqui Storia, che da anni ormai è il più ambito tra gli autori e i ricercatori storici italiani.