Dagli slogan sulla famiglia alle liti in famiglia: Casini in rotta coi montiani (per sua fortuna)

Dagli slogan elettorali sulla famiglia alle baruffe tra le mura di casa. Strano destino per Pierferdinando Casini che – dopo essere passato sotto le Forche Caudine a causa del tracollo elettorale – deve anche far fronte ai capricci dei montiani, che alzano i toni e tra le righe chiedono il divorzio. «Le liti tra Udc e Scelta civica sono un atto di infantilismo politico che credo dovrebbe far meditare tutti», ha sbottato Casini, dicendo agli (ex) alleati di conservare almeno un pizzico di responsabilità. Una sferzata non da poco, alla quale hanno replicato con stizza i montiani, primo fra tutti il deputato Mazziotti che è arrivato ad affermare: «Infantile è far finta di niente, Monti ha a cuore le riforme mentre l’Udc sembra preoccuparsi di mantenere un ruolo di governo a qualsiasi costo». La situazione è critica, la famiglia centrista si sta sfasciando, le carte per la separazione sono a un passo dagli studi legali. Una beffa, che costerà a Casini altre battutacce sul web, visto che i suoi manifesti elettorali sono stati i più taroccati degli ultimi anni e, a rileggerli adesso, sanno di beffa. Famoso è il primo sfottò sullo slogan dell’Udc: “Più sostegno alla famiglia” con sottotitolo Entrano in lista mio genero e mio cognato. E ancora: “L’Udc non è di destra né di sinistra” con l’aggiunta Ma è di troppo. Altro manifesto con lo slogan “Un’idea diversa” e lo sfottò in allegato Sì, ma diccela prima. E non solo. “I veri valori non sono in vendita” e l’aggiunta ironica … Ma in affitto. Poi ancora il tasto dolente: la faccia di Casini sul manifesto, la scritta “Più sostegno alla famiglia”, il finale La mia. E ora dalla famiglia centrista al divorzio politico. Con un punto, però, a favore di Casini: se davvero rompesse con i montiani finirebbe per guadagnarci, e parecchio. Perché si purificherebbe dal peccato originale. E in politica non è poco.