La gaffe di Colaninno smaschera il sogno del Pd: reclutare i dissidenti grillini e fare il pieno di poltrone

La vecchia politica incarnata nel giovane emergente del Pd, Matteo Colaninno. Che, un po’ ingenuamente, trasforma un sospetto in una certezza:  nel partito è già cominciata la conta stile pallottoliere dei deputati e senatori che hanno lasciato e che stanno per lasciare Grillo. E se la conta va bene, si fa il ribaltone, col pieno di poltrone nonostante il verdetto delle urne sia stato di segno opposto. Il responsabile economico del Pd ha infatti bacchettato Renato Brunetta per aver sostenuto che sul semplice «rinvio dell’aumento dell’Iva non c’è una maggioranza in Parlamento». Ne è proprio sicuro?, si chiede il parlamentare democrat, quasi a voler sottintendere la ciambella di salvataggio ex grillina. Secondo Colaninno,  «poiché il Pdl, con suoi ministri e i suoi parlamentari, sostiene il governo, lo aiuti costruttivamente – anche nel trovare le coperture – invece di minacciare e attaccare continuamente come se fosse in campagna elettorale o, peggio, all’opposizione». Idee un po’ confuse, replica Brunetta, sul ruolo del governo e su quello della maggioranza che lo sostiene: «È il governo che deve fare delle proposte, ed è la maggioranza che deve validarle: non il contrario. E la maggioranza non si trova, di volta in volta, in Parlamento, ma è quella che ha votato la fiducia al governo Letta. Se in Parlamento cambia la maggioranza – avverte Brunetta – semplicemente non c’è più il governo. Poche regole basilari della democrazia parlamentare che il giovane Colaninno dovrebbe conoscere». Ma evidentemente il giovane Matteo non le conosce o finge di non conoscerle. E si lascia sfuggire quella frase che la dice lunga su alcuni vertici del Pd.