«Via il Porcellum entro l’estate». Fumata bianca al vertice tra il governo e la maggioranza

«Sul successo delle riforme costituzionali si gioca la vita del governo e della legislatura». Enrico Letta torna ad accendere i riflettori sulla necessità di rivedere tutto il sistema, sapendo che sulla partita ha messo la faccia. «Va subito messa in sicurezza la legge elettorale cambiando il porcellum», ha detto durante l’incontro che si è concluso due ore fa tra governo e capigruppo di maggioranza dedicato alle riforme.  L’obiettivo è risolvere la pratica entro l’estate, per evitare che si vada al voto con la legge attuale. È presto per entrare nel merito delle modifiche al sistema elettorale, sulla forma si sta pensando a un disegno di legge governativo per evitare troppi “stop and go” e scongiurare i veti incrociati che hanno caratterizzato la scorsa legislatura. Si è trattato del secondo vertice dalla nascita del governo, Letta e Alfano si sono intrattenuti per poco meno di un’ora lasciando la squadra (il sottosegretario Patroni Griffi e i ministri Franceschini e Quagliariello) al lavoro con la parola d’ordine “sminare per impostare”. Alla riunione si è messa a punto una road map delle riforme: si parte il 29 maggio, quando in Parlamento si discuteranno le mozioni; il giorno dopo il governo nominerà il comitato di esperti e lo stesso giorno partirà l’iter del progetto di legge costituzionale che farà nascere l’organismo che si occuperà delle riforme. Una sorta di “commissione costituente” interna al Parlamento, formata da senatori e deputati. In apertura, prima di volare per Bruxelles, Letta ha voluto ringraziare Schifani per aver chiesto il ritiro del ddl Compagna sul dimezzamento della pena per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ribadendo che questo è l’atteggiamento giusto, «perché va nella direzione dello sminamento del lavoro del governo». A margine del Consiglio europeo di oggi il premier avrà un incontro bilaterale con il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker sui temi dell’attualità politica europea. «Il Parlamento sarà centrale nel percorso delle riforme», ha spiegato uscendo dal vertice il ministro Quagliariello, che ha chiarito il ruolo strategico che avrà il “Comitato dei 40” che sarà composto dalle due commissioni Affari istituzionali di Camera e Senato «in un percorso che avrà l’approvazione finale da parte delle assemblee congiunte». Franceschini ha aggiunto che il governo chiederà presto alle opposizioni (Cinquestelle e Fratelli d’Italia) un incontro ad hoc sulle riforme.