Riecco Dario Fo, il volto della peggiore politica. Ora è un saltimbanco, fatevene una ragione

A volte tornano e Dario Fo è tornato molto presto a mostrare il volto  della peggiore politica. Sono passati poco più di dieci giorni da quando a La Zanzara – il 26 aprile – si era lasciato andare a giudizi sprezzanti e grossolani su Renato Brunetta, facendo tracimare nel personale tutta la carica di livore politico in battute da cabaret scadente e scaduto. A molti sono venuti i brividi al pensiero che una figura così di parte, priva di equilibrio e di freni inibitori era addirittura stata “nominata”  per la presidenza della Repubblica italiana. Seguirono giorni di polemiche accese che certo non giovarono alla ricomposizione degli animi politici. Eccolo dunque tornare ai microfoni – questa volta di Un giorno da pecora su Radio 2ad avvelenare  il dibattito politico. Di nuovo parlando di Renato Brunetta e, a seguire,  andando a ruota libera, di Berlusconi e del processo Mediaset. Sull’ex ministro dice, tantp per “correggere” il tiro: «Volevo fare un atto di gentilezza, a me non piace giocare ironicamente sull’altezza di una persona, mi è sfuggita quella cosa e me ne sono subito pentito. A me interessa l’altezza del pensiero. E su questo avrei voluto dire qualcosa». Cosa?, incalza il duo Lauro-Sabelli Fioretti: «Che sull’altezza di pensiero siamo proprio in basso, siamo proprio sotto i suoi piedi. Brunetta è sicuramente più basso nel pensiero che nel fisico». Risponde da Twitter l’esponente del Pdl al nuovo attacco a freddo: «Dario Fo, che tristezza…». Una tristezza incrementata man mano che passano i minuti, culminati in una “laude” ad Ilda Boccassini che grida vendetta. Si parla del Cav e della condanna per il processo Mediaset e Dario Fo parte come un pugile suonato che sente improvvisamente il gong: «Era ora che terminasse questo continuo rimandare, sono dieci anni consecutivi che attendiamo». La condanna definitiva le piacerebbe?, domanda retorica dei conduttori; «Si, mi farebbe piacere, così si potrà dire che la giustizia è uguale per tutti». Cosa ne pensa dei giudici di Milano? Neanche a chiederlo: «Quel gruppo lo adoro, e adoro la Boccassini, lei è decisa e costante, non si mortifica mai nonostante Berlusconi le abbia detto di tutto». Se lo incontrasse, cosa direbbe al Cavaliere? «Se lo incontrassi gli direi: ma sei ancora fuori?». Battutona, non c’è che dire. Ora è una notizia, il “mistero buffo” è svelato: il grande comico Premio Nobel Dario Fo si è ridotto a «saltimbanco». E non è una semplice dichiarazione espressa dal senatore del Pdl, Giuseppe Esposito , ma è una realtà suffragata dalle parole di un ex comico che non ha altro da chiedere che rappresentare «la parte più retrograda di una sinistra forcaiola e giustizialista». A chi si riempiva la bocca proponendolo al Colle non sfuggirà il pessimo servizio fatto alla istituzioni quando afferma di voler fare il senatore a vita solo «per impedirlo a Berlusconi», svilendo una delle più alte onorificenze del nostro Paese, a mercato delle vacche.