Uccise 12 persone e ne ferì 70 alla prima del film “Batman”: chiesta la condanna a morte

James Holmes merita di morire per la strage nel cinema di Aurora, in Colorado, dove, durante la prima di Batman si è presentato vestito da Joker e ha iniziato a sparare sulla folla, facendo 12 vittime e ferendo altre 70 persone. «Per Holmes la giustizia è la morte»:  queste le parole usate dal procuratore distrettuale, George Brauchler, in tribunale, dove ha ufficializzato la richiesta dell’accusa della pena capitale per il ragazzo. Una richiesta con la quale viene respinta l’avance dei legali di Holmes, che la scorsa settimana avevano messo sul piatto la dichiarazione di colpevolezza del proprio assistito in cambio del carcere a vita. Nei pressi di Aurora si recherà domani il presidente americano Barack Obama, a Denver per rilanciare il dibattito sulle armi e chiedere al Congresso di agire per maggiori controlli. La strage di Aurora, insieme a quella della scuola di Newtown, in Connecticut, hanno riaperto il dibattito sulle armi facili negli Stati Uniti, e spinto Obama a portare avanti una dura battaglia per chiedere più controlli e verifiche sugli acquisti. La decisione di richiedere la pena di morte è stata maturata dopo aver sentito 800 fra familiari e i vittime della strage di Batman. E implica l’assegnazione di un nuovo giudice per il processo, che si prospetta lungo con la difesa di Holmes che cercherà di dimostrare che il ragazzo era malato di mente al momento della sparatoria.

Il processo inizierà nel febbraio del prossimo anno: l’accusa punta a chiuderlo per la prossima primavera. La salute mentale del ragazzo è – secondo gli esperti – uno dei pochi, se non l’unico appiglio, della difesa visto che non ci sono dubbi sul fatto che sia stato lui a sparare. Holmes era entrato nel cinema della strage da un’uscita di sicurezza, quando Batman era iniziato da un quarto d’ora. Armato fino ai denti, aveva prima fatto esplodere dei gas lacrimogeni poi aveva iniziato a sparare sulla folla. È stato successivamente fermato dalla polizia nei pressi della sala. I controlli nella sua abitazione avevano fatto alzare l’allerta: aveva trasformato la casa in una bomba a orologeria.