Sondaggio Swg, il centrodestra sale al 34%. Crolla il Pd: il 73% dei suoi elettori ipotizza una scissione

Con il 27 per cento dei consensi il Pdl si conferma primo partito e il centrodestra, in caso di ricorso alle urne, vincerebbe le elezioni, ottenendo il 34 per cento dei consensi (alle elezioni prese il 29,2). È la fotografia che ogni venerdì scatta l’Swg nel consueto sondaggio realizzato in esclusiva per Agorà su Rai Tre. Nel dettaglio, il Pdl guadagnerebbe il 27 per cento, contro il 26,8 della precedente rilevazione e il 21,6 delle elezioni. La Lega prenderebbe il 4 per cento (alle elezioni prese 0,1 punti in più) mentre Fratelli d’Italia l’1,5 per cento. In caduta libera nelle intenzioni di voto il Pd. Dopo la debacle causata del fallimento delle operazioni che avrebbero dovuto portare al Quirinale Marini, prima, e Prodi, poi, e le conseguenti dimissioni dell’intero gruppo dirigente, il Pd, se si andasse a votare oggi, otterrebbe il 22 per cento dei consensi, ben 5 punti in meno rispetto alle intenzioni di voto espresse il 19 aprile (alle elezioni, invece, è stato votato dal 25,4 per cento degli italiani). In crescita Sel, che passerebbe dal 3,2 per cento delle precedenti elezioni e della precedente rilevazione al 5,3 per cento. Il centrosinistra, complessivamente, otterrebbe il 28,4 per cento delle preferenze. Il quadro politico risulterebbe totalmente rovesciato, dunque, rispetto al risultato elettorale di febbraio.  Scelta Civica passerebbe, poi, dall’8,8 per cento al 6,1. Stabile, infine, il Movimento 5 Stelle, che prenderebbe il 25,5 per cento delle preferenze. Da notare che per il 73 percento degli italiani il Pd è a rischio scissione. A ritenere questa ipotesi concreta è il 74 perento dell’elettorato di centrosinistra. Passando ai leader, la fiducia degli italiani in Matteo Renzi cala di 5 punti rispetto alla scorsa settimana, ma il sindaco di Firenze continua ad essere il leader più apprezzato con il 56 percento dei consensi. Sale di due punti la fiducia in Beppe Grillo, al 30 percento, mentre cala di un punto quella in Silvio Berlusconi, che si attesta al 27 percento. Guadagna due punti il senatore a vita Mario Monti (25%), mentre crolla quella in Pier Luigi Bersani, che perde 10 punti e si ferma al 19 percento.  L’istituto ha poi misurato il favore degli italiani nei confronti della rielezione di Napolitano. Il suo ritorno al Colle non ottiene la maggioranza assoluta: ad essere soddisfatto è infatti il 47 percento del campione. Ad apprezzare di più il Napolitano bis sono gli elettori di centrodestra (65%) e oltre la metà degli elettori di centrosinistra (51%). Solo il 15 percento dei sostenitori del Movimento 5 Stelle, invece, è soddisfatto della rielezione.