Prodi al Colle? In un video le sue tante bugìe sull’euro: «Una svolta per l’umanità, l’Italia batterà i colossi…»

«C’è fermento, è tutto un fermento in questa Europa, l’euro lo sta accelerendo, scioé, l’euro è proprio una molla che sta creando un continente unico, con l’euro si sta realizzando una cosa che mai l’umanità ha realizzato, nella pace, nella concordia, senza guerra, un meraviglioscio e grandioscio atto di fede…». Amen. Eravamo nel 1998 e quelle parole biascicate documentano la nefasta profezia sul miracolo dell’euro di don Romano Prodi, allora già defenestrato dal suo primo governo e pronto ad assumere la carica di presidente della Commissione Ue per traghettare la lira verso la moneta unica, da lì a quattro anni. A questo mago dell’economia che ci ha abbindolato per anni sulla necessità di affidare i nostri destini all’euro, imponendoci un concambio con la lira che si è rivelato disastroso, senza predisporre alcuna misura cautelativa sulla speculazione e l’inflazione e lasciando che i risparmi degli italiani di fatto di dimezzassero, a questo signore probabilmente i grillini (al terzo scrutinio, dopo aver indicato la Gabanelli), i montiani e il Pd affideranno, come premio, la presidenza della Repubblica.  Masochismo tipicamente italiano: in presenza di una crisi economica, politica e istituzionale del continente “unico”, perché non premiare il più grande europeista (soprattutuo valutario) del nostro Paese? L’uomo che ha trattato per noi quelle maledette 1936,27 lire, il premier che ci impose l’eurotassa e mai ce la restituì?

La politica, in questa assurda fase di melina e stagnazione di idee e di leader, sembra ragionare ancora una volta in antitesi con la percezione degli italiani, che hanno ben chiaro come dal 2002, anno di introduzione dell’euro, per qualche (non oscuro) motivo, la propria situazione economica, lavorativa e finanziaria sia decisamente peggiorata. E ricordano perfettamente quel discorso, a reti unificate, fatto da Prodi il giorno del varo della moneta unica, nel maggio del 1998, quando era ancora premier: «Oggi a Bruxelles è nata la moneta unica, oggi l’Italia è più forte, abbiamo preso un impegno e l’abbiamo mantenuto, l’euro è la garanzia del nostro futuro, ora potremo vincere la gara con gli altri colossi economici del mondo…». Prodi non lo disse esplicitamente, ma si riferiva a Grecia e Cipro.

 

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