Pd in marcia contro la povertà? Sulla rete l’ideona di Bersani fa subito flop

Una marcia “contro la povertà”. In una zona periferica di Roma. È la contromossa di Pier Luigi Bersani per rilanciare la sinistra-sinistra con il fiato corto. E allora, si sarà detto il segretario, perché non rimettere in moto l’immaginario postmarxista, magari con una spruzzatina di buonismo alla Dickens, che non fa mai male, e provare a rifare capolino nei non luoghi delle periferie, concludendo il tuor cominciato dalla pompa di benzina di Bettola? Ma la notizia viene subito ridicolizzata da Beppe Grillo che così scrive sul suo blog: “Come misura urgente e all’altezza” della crisi “il pdmenoelle organizza una manifestazione ‘contro la povertà’. I cittadini italiani in difficoltà infatti aspettavano da mesi proprio un’iniziativa di questo tipo e ancora si domandano come sia stato possibile leggere il loro pensiero in maniera così precisa”. Non è da meno Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera: “Il Pd va in piazza contro la povertà ma in realtà dovrebbe andare in piazza contro se stesso. Se si impedisce di fare un governo e di prendere provvedimenti contro la povertà la responsabilità è del Pd”.

Ma è sui social network che l’idea della marcia anti-povertà trova la giusta accoglienza. Ed è un tripudio di critiche ad un’iniziativa di sconvolgente banalità. Dice uno: “Come si fa a manifestare contro la povertà? Immagino che in piazza ci saranno pochi poveri e molti radical-pauperisti”. Gli fa eco un altro: “A Roma in piazza contro la povertà. Cominciano le manovre per perdere le elezioni”. E ancora: “Manifestazione pd contro la povertà, saranno distribuiti i dividendi del Monte dei Paschi di Siena”. C’è anche chi suggerisce di fare una marcia, ma contro la povertà di idee del partito. I tweet si susseguono impietosi: e la raccolta di firme contro la povertà, quando la fate? E il referendum per abolirla, la povertà, quando sarà indetto? E c’è chi si immagina che in prima fila ci sarà Chiara Geloni, la direttrice di Youdem che guadagna 90mila euro l’anno, c’è chi propone di indire una marcia per abolire i lunedì, chi consiglia di portarsi le figurine di Papa Francesco e da ultimo chi dice: perché non fare anche una marcia contro l’alito cattivo? Insomma, gli sfottò sulla rete sono all’ordine del giorno, e va bene, ma sull’ultima trovata del Pd si registra un certo accanimento… Tutta colpa dei buontemponi che frequentano internet? Improbabile. Ciò che colpisce nel Pd è la coazione a ripetere: dopo una campagna elettorale sbagliata e inefficace proprio sul piano della concretezza anche in vista del voto a Roma ci si rifugia nel luogo comune e nella demagogia. E si ignora, soprattutto, che le periferie romane hanno da tempo abbandonato le parole d’ordine del progressismo salottiero. Prima votavano a destra, adesso guardano ai Cinquestelle. Possibile che, per riconqustarle, ai dirigenti di Largo del Nazareno non venga in mente nulla di più originale di una marcia contro la povertà? La sintesi migliore per questa fantasia asfittica in un tweet di Azael, 38 anni: “Sabato il Pd scenderà in piazza contro la povertà. Chi supererà il turno incontrerà la fame nel mondo”.