L’ultrasinistra dietro le ultime occupazioni abusive a Roma. Un “inquilino”: ci fanno pure pagare 20 euro al giorno

L’ipotesi al vaglio del pubblico ministero Luca Tescaroli è che l’ondata di occupazioni abusive degli ultimi giorni a Roma abbia una matrice espressamente politica: i raid, infatti, sarebbero capeggiati da estremisti di sinistra dei centri sociali e ordinati da personaggi, anche noti, pronti a esercitare pressioni sulla futura Giunta capitolina. Tale ipotesi si basa sul rapporto riservato che gli investigatori della Digos hanno stilato all’indomani della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si è tenuta venerdì scorso, nel corso della quale sono stati indicati i nomi di Andrea Alzetta e Nunzio D’Erme quali promotori delle proteste. Per ora gli indagati sono una settantina e devono rispondere dell’occupazione abusiva di tredici edifici, alcuni ancora in costruzione e altri già pronti per la consegna.

C’è poi un altro aspetto sul quale intende indagare il magistrato: pare che i promotori delle occupazioni facciano pagare 20 euro al giorno per poter usufruire dell’appartamento. Lo avrebbero ammesso alcuni stranieri costretti dagli ultras dei centri sociali a lasciare le case, sempre abusive, dove abitano, per trasferirsi negli immobili occupati nei giorni scorsi. Una sorta di subaffitto abusivo, dunque, “giustificato” con la necessità di acquistare cibo, pannolini e detersivi. Sono passati undici giorni dai blitz e ancora non sono stati adottati interventi concreti per il ripristino della legalità. La maggior parte degli indagati sono volti noti dell’ultrasinistra, che ora il magistrato convocherà in Procura per verificare la loro posizione. Tra questi ci sarà sicuramente il consigliere comunale Andrea Alzetta, che ha partecipato alle occupazioni di Action e ha rivendicato il blitz nel corso di una conferenza stampa convocata a metà settimana sotto le finestre della prefettura. Ma Alzetta ha un doppio ruolo: infatti, oltre a capeggiare le rivolte dei senzacasa parteciperà anche al vertice indetto dalla Regione Lazio, assieme al Comune, per verificare se sia possibile trovare un accordo che permetta di liberare gli edifici senza l’intervento delle forze dell’ordine. Si tratta dell’ultimo tentativo di mediazione, sul quale tuttavia prevale lo scetticismo.