Grillo, quando un ex comico diventa attore politico… da film porno

Grillo ce l’ha fatta, ha finalmente dato il peggio di sé. Il repertorio dell’ex comico sembrava in via di estinzione, andavano in scena solo repliche, ma la gente ormai conosceva a memoria i suoi sberleffi, il sarcasmo, gli insulti, il “dagli a…” rivolto ora allo psiconano, ora a Morfeo e ora al morto che parla. Non faceva più notizia. Ormai a fare notizia erano le gaffe dei suoi parlamentari, il capogruppo al Senato colto in flagranza di pennichella in aula, le difficoltà incontrate per mettere a punto un disegno di legge o per intervenire in un dibattito, le liti sulle presenze in tv, le minacce di espulsione, le figuracce sulla scarsa conoscenza persino degli articoli più noti della Costituzione. Era necessario alzare il tiro per non essere inghiottiti dalle ironie e dall’indifferenza. E Grillo l’ha fatto scegliendo la strada peggiore: «Che ne pensi di Berlusconi?», gli ha chiesto un bambino di 12 anni. Il leader dei Cinquestelle prima ha fatto la faccia spaventata, poi ha risposto: «Sei morboso, io non ho di questi pensieri. Guarda qualche film porno, non guardare Berlusconi». Uno degli operatori che stava riprendendo la scena ha chiesto al bambino: «Quanti anni hai?» E lui: «Dodici». La replica: «Vabbé, aspetta altri due anni e allora…». Mai una caduta così in basso, si provi a immaginare cosa sarebbe accaduto se un consiglio del genere l’avesse dato il Cavaliere. Ma Grillo non si è fermato qui e – per commentare l’incontro tra Bersani e Berlusconi – ha detto: «A me sareste venuti a prendermi a casa, a rompermi il culo. Ecco, in Spagna li aspettano sotto casa, vanno sotto casa dei ministri. Dobbiamo farlo anche noi». Torna ad aggrapparsi all’antipolitica, stavolta con toni poco comici. E lo fa nel momento in cui è diventato ufficialmente politico. Anzi, un politico… da film porno.