Silvio risveglia dal letargo i partigiani e il popolo viola: pronti alla contromanifestazione in difesa delle toghe

Rieccoli, stavano lì acquattati in attesa del momento giusto: il ritorno del Cavaliere. I partigiani, in sonno per carenza di nemici fascisti da attaccare, si sono improvvisamente risvegliati dal letargo. Quelli del Popolo viola, usciti distrutti dall’endorsement al povero Ingroia, restato fuori da tutto, sono invece improvvisamente resuscitati ritrovando uno scopo nella vita. Tutto merito di Silvio Berlusconi, premiato dalle urne e immediatamente finito nel mirino delle procure italiane: la sua annunciata manifestazione contro i giudici, fissata per il 23 marzo, ha provocato la reazione dei partigiani, che hanno annunciato una “contromanifestazione” in difesa dei giudici a Reggio Emilia. L’iniziativa è del mensile “Zonacivica”, del presidente dell’associazione “Partecipazione” e di una componente della segreteria provinciale dell’Anpi. Proprio a Reggio Emilia, zona tradizionalmente rossa, l’ex premier è indagato per voto di scambio, dopo un esposto sulla lettera per la restituzione dell’Imu. I promotori, oltre che con Berlusconi, se la prendono anche con Giovanardi che ha inviato un esposto al Csm contro il procuratore reggiano. A Roma, invece, il Popolo viola annuncia che Berlusconi dovrà rinunciare a piazza San Giovanni, per la preannunciata manifestazione del 23 marzo, «semplicemente perché l’ho prenotata io in Questura», ha annunciato ieri Gianfranco Mascia. Che però non spiega perché, per fare cosa, se non per rompere le scatole al Pdl, che peraltro ieri, per voce di Paolo Bonaiuti, ha smentito che la manifestazione del 23 sia solo contro i magistrati: «Sarà un’iniziativa politica rivolta al Paese in questo momento di grave crisi. E in questa iniziativa politica globale rientrerà anche il tema della malagiustizia, alla luce degli accadimenti degli ultimi giorni».