Per il Parlamento italiano non resta che l’eutanasia

Il teatrino in streaming di Bersani con i 5s è stato uno spettacolo indecoroso. Il capataz dei grillini Crimi ha riconfermato che non ci sarà fiducia per alcun governo, ma che il suo gruppo valuterà il sostegno ai singoli provvedimenti. Ma ancora nessuno gli ha spiegato che senza governo non ci sono provvedimenti da votare. Quindi ha detto un’altra solenne castroneria. La Nemesi è una gran cosa (anche se almeno il 40% degli italiani, affetto da analfabetismo di ritorno, non sa cosa sia). Sarebbe a dire che alla fine il destino in qualche modo ti punisce rigirando contro di te le tue stesse armi o i torti che hai fatto. Oggi potremmo dire che chi si è fatto grasso di antipolitica, schiatterà di antipolitica. Per cinque anni i fotografi con il teleobiettivo si sono appostati nel loggione di Montecitorio per rubare scatti del deputato appisolato o di quello che faceva il solitario sul computer. E quelle foto sono diventate il simbolo di un Parlamento di cialtroni e nullafacenti. Gli articoli a corredo delle foto spiegavano che i parlamentari “lavoravano” solo tre giorni a settimana ma guadagnavano cifre milionarie, avevano tutti l’autista e l’auto di Stato, il cellulare gratis e tutto ciò che ogni italiano doc vorrebbe avere – inclusa assistente coscialunga a carico del contribuente. Quelle foto e quegli articoli hanno dato fiato a un nuovo antiparlamentarismo – privo però, rispetto a quello di un secolo fa, di qualunque spessore culturale – che ha generato dalle proprie viscere (forse dovrei dire intestini) una proposta elettorale nuova che ha prodotto un ricambio dei parlamentari. C’è chi a riguardo fa ancora un parallelo con il secolo scorso, tirando in mezzo il Fascismo. Ma chi lo fa è un idiota perché, una volta ancora, quello era un movimento di spessore – che piaccia o no – mentre questo è al massimo un ologramma. Comunque, siccome la storia è birbona, oggi abbiamo un nuovo tipo di parlamentare che tutti i nuovisti  (il nuovismo è una forma di parafrenia ormai riconosciuta e forse curabile…) danno per scontato sia migliore. Poi accade che il capogruppo di questa nuova legione venga fotografato mentre fa un pisolino e lui grida alla campagna di delegittimazione e al complotto. Spiega che due soli giorni di attività parlamentare lo hanno sfiancato. I suoi pretoriani vengono fotografati alla mensa della Camera e reagiscono come bambini che hanno rubato la marmellata. Dicono che faranno un indagine di mercato tra i ristoranti circostanti il Palazzo e se hanno pagato meno del dovuto restituiranno la differenza. A chi? Non si sa. Un altro genio risponde, a chi gli fa notare che non c’è finora una sola proposta di legge del suo gruppo, che non hanno soldi per pagare assistenti che le facciano al loro posto e che loro non sono capaci. Poi invitano i funzionari a non chiamarli “onorevoli” ma “cittadini a cinque stelle” e quelli tentano di spiegargli, come si parla coi bambini deficienti, che si tratta di una richiesta originale e non recepibile. Ebbene, voglio mettermi nei panni dei milioni di italiani che li hanno votati senza saperlo. Perché va considerato anche che hanno tutti votato per Grillo, che non era candidato, dimenticando di verificare chi era la gente in lista. E questo con buona pace anche di tutta la tarantella sul Parlamento dei nominati e il diritto di scegliere i propri rappresentanti e non farseli imporre dalle segreterie dei partiti. Se questo è il miglior Parlamento possibile, forse la sola soluzione a questo punto è abolirlo.