La deludente parabola di Franco Battiato (artista un tempo amato dalla destra)

La parabola di Franco Battiato sorprende e dispiace. Perché, va detto, quel suo appello a cercare un centro di gravità permanente aveva attirato non poca attenzione, dalle parti della destra giovanile uscita malconcia dagli anni Settanta. Poi erano venuti i sufi e il re del mondo. Armamentario esoterico che faceva un po’ new age ma allo stesso tempo sembrò (ci sembrò) anticonformismo genuino. Capite che, se dall’altra parte c’è Nino D’Angelo, la scelta va da sé. Rosario Crocetta è stato per Battiato un po’ come il diavolo tentatore per gli eremiti del deserto. Lo ha blandito, usato, gasato, sfruttato per poi abbandonarlo al suo destino e sancire, come scrive Michele Brambilla su La Stampa, la rivincita della politica sugli esterni, e anche la supremazia dell’usato sicuro sul nuovismo a tutti i costi. E a sorprendere è stato proprio lo sbracamento progressivo dello stesso Battiato dinanzi alle mode del momento: i consigli a Grillo, i suggerimenti a Bersani, l’accodarsi ai giudizi sommari e offensivi di Lucia Annunziata sulla destra. Questo lasciarsi travolgere, anche nell’uso del turpiloquio, dagli “strani tempi” in cui viviamo senza prendersi cura di sé, della sua immagine, della sua storia. Il modello dell’artista in politica, dopo la vicenda Battiato, è destinato a un desolato tramonto. E l’artista stesso, questo artista, pur senza volerne fare un “comunista”, il che sarebbe per lo meno ridicolo, vede ora ridicolizzata la sua opera (in tanti possono ora dire senza timore di apparire profani: basta finalmente con le sgalambrate e i dervisci rotanti… ) così come lui ha provato a fare con le istituzioni e con la politica. Da cantante avrebbe potuto dire sul Parlamento quello che voleva (e lo ha detto). Da politico no. I recinti devono restare separati, invalicabili. La commistione, abbiamo visto, determina il depauperarsi dell’arte e non l’ingagliardimento della politica.  A difendere Franco Battiato è rimasto a destra, blandamente, solo Pietrangelo Buttafuoco che su twitter ricorda: quello che ha detto Battiato lo ha detto anche qualche anno fa Paolo Guzzanti tra gli applausi della sinistra. Ma la sinistra, già abbastanza nevrotizzata dai grillini, non può permettersi adesso di tollerare anche le esternazioni di Battiato.

C’è infine un’ultima lezione che si ricava dall’intera faccenda: gli assessori non servono (o non dovrebbero servire) per avere articoli, comparsate in tv, per catturare l’attenzione dei media. Sono funzionari che devono prendersi cura del territorio. Sono pagati, coi soldi nostri, per questo. Bisognerebbe recuperare il senso perduto della dotta ignoranza del piccolo assessore di provincia, che nessun giornale cercherà mai di intervistare ma che, se c’è da riparare una buca, nel giro di due ore risolve il problema. Rapido, veloce, onesto. Non è necessario che abbia letto Gurdjieff.