La decrescita felice? Ci crede solo Beppe Grillo, all’Italia serve un governo

In meno di un giorno abbiamo saputo che nel mese di marzo la produzione è calata del 3,7 per cento rispetto allo stesso mese del 2012, dati Confindustria; che nelle Costruzioni la caduta è stata del 12 per cento, dato Istat; che la stretta del credito, cioè la contrazione dei prestiti bancari avvenuta tra dicembre 2012 e dicembre 2011, ha “sottratto” alle aziende italiane ben 32,6 miliardi di euro, mentre nel contempo le sofferenze del nostro sistema imprenditoriale sono aumentate di 14,4 miliardi di euro, secondo Cgia. A giugno, oltre all’Imu, ci aspetta l’aumento dell’Iva e probabilmente anche della Tarsu, sebbene su questo fronte l’Associazione dei Comuni abbia già deciso di mobilitarsi organizzando per martedì prossimo un incontro con sindacati e aziende. Secondo Confcommercio l’applicazione della nuova tariffa sui rifiuti «comporterà un aumento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti del 290 per cento e per alcune tipologie di attività aumenti medi superiori al 400 per cento, come per la ristorazione, o addirittura al 600 per cento».

Se la gravità della situazione non fosse ancora chiara, vale la pena citare alcune parole del capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard, cioè una persona culturalmente e politicamente distante dal “mondo sindacale”, secondo il quale «la crescita rende molto più facile risolvere il problema delle finanze pubbliche. E per ottenere una crescita più alta, non solo ora, ma anche nel medio periodo, quasi certamente c’è bisogno di riforme strutturali», a partire da quella del mercato dei prodotti fino ad arrivare a quella del lavoro. «È veramente preoccupante – ha sottolineato – che l’Italia abbia avuto una crescita della produttività così scarsa per un periodo così lungo». Quando, molto tempo fa, certe cose le denunciava il sindacato lo si accusava di saper solo protestare e non proporre, passando quasi da menagramo.

Ma il punto non è questo, il punto è che tutte queste azioni, superare la crisi e porre le basi per la crescita, checché ne pensi Beppe Grillo della decrescita felice, le può realizzare solo un governo. E chissà quando ne avremo uno.

*Segretario Generale Ugl