Insorge il centrodestra: «È la solita Italietta dei dilettanti allo sbaraglio»

Mentre la sinistra tace sul caso marò, il centrodestra insorge all’unanimità: il primo a reagire è Fabrizio Cicchitto del Pdl, secondo il quale anche se «la materia è delicatissima, questo governo non finisce mai di sorprenderci, anzi, per molti aspetti, è addirittura al di là della sorpresa. Ovviamente la nostra solidarietà nei confronti dei due marò è totale». Gli fa eco Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, che ritiene la vicenda «la più grande umiliazione diplomatica dalla nascita dello Stato italiano. Propongo di spedire Monti e Terzi in India al posto dei marò», scrive su twitter l’ex ministro della Gioventù. Per il senatore Carlo Giovanardi del Pdl è evidente che «la decisione di trattenere i due Marò in Italia venne assunta con una superficialità tale da provocare conseguenze che lasciano allibiti tutti gli italiani». Mariastella Gelmini parla invece di “doppia inversione a U” per il governo: «I marò non meritavano un trattamento di questo tipo. Hanno subito con lealtà, senso dell’onore, spirito patriottico e di sacrificio la detenzione nelle carceri indiane, hanno accettato la decisione dell’Italia di lasciare che essi rimanessero nel loro Paese ed ora subiscono l’espatrio. Siamo tornati all’Italietta dei giri di valzer». La decisione è stata definita “surreale” da Roberta Angelilli (Pdl), vicepresidente Ppe del Parlamento europeo, che chiede al ministro degli esteri Giulio Terzi di spiegarne i motivi. «L’atteggiamento ondivago e contraddittorio del governo Monti sulla vicenda dei nostri marò sta avendo come unico risultato l’indebolimento dell’immagine dell’Italia – sostiene la Angelilli – ci aspettiamo che Terzi fornisca delle spiegazioni chiare a giustificazione di quanto accaduto. Non vi è altro aggettivo per descrivere la situazione che si sta delineando: surreale». Per il segretario del Pdl Angelino Alfano «è una decisione tanto inaspettata quanto grave, che ha il sapore di un tragico ritorno all’Italietta. Così si perde la credibilità nazionale e internazionale». Per il portavoce del Pdl Daniele Capezzone «la vicenda assume i contorni di un’Italia umiliata e ridicolizzata. È questa la credibilità’ internazionale di Monti e Terzi?». Daniela Santanchè, del Pdl, propone di trasformare la manifestazione di sabato per Berlusconi nella giornata contro la malagiustizia che condanna preventivamente gli innocenti. «Tutti gli italiani di buona volontà devono scendere in piazza contro questo scempio, contro chi calpesta la Costituzione e infanga la patria». Dalla Puglia, regione di cui sono originari Latorre e Girone, la presidente di Grande Sud Adriana Poli Bortone afferma che «la leggerezza di questo governo si nota anche da come hanno trattato la questione marò. I due militari italiani scontano la mancanza di un governo che voglia assumersi le responsabilità a loro difesa. Lo attesta la decisione di rimandarli indietro dopo aver sostenuto in periodo elettorale di volerli fermamente difendere. Un’occasione mancata per dimostrare che l’Italia sa come tutelare i propri cittadini». Da parte sua Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, ritiene che «la gestione della vicenda sarebbe ridicola se non fosse tragica. Ho sempre pensato che dietro la decisione del nostro governo ci fosse un non dichiarato accordo con il Governo indiano. Scopro ora che in realtà sono dilettanti allo sbaraglio. Ma non si può essere dilettanti se si rappresenta una Nazione». Per l’eurodeputata del Pdl Licia Ronzulli «quello che si sta consumando in queste ore è una tragedia assoluta. La notizia che i marò dovranno tornare subito in India stravolge qualsiasi logica. La decisione presa dal governo Monti ancora in carica rappresenta l’ennesimo disastro in politica estera, dimostrando ancora una volta profonda incapacità nel gestire questo genere di situazioni».