Campidoglio, ressa di candidati a sinistra. E si teme il blitz grillino alle primarie del Pd

L’effetto tsunami di Grillo ha avuto un’immediata ricaduta nelle  primarie del centrosinistra per la scelta del candidato a sindaco di Roma. Il segretario romano del Pd ha aperto le porte ai candidati indipendenti e così cominciano a cadere i primi tabù: innanzitutto diminuirà il numero delle firme necessarie per presentare le candidature e i candidati, dal canto loro, sottoscriveranno la carta dei valori e il codice etico. Il parterre delle primarie del centrosinistra diventa così sempre più superaffollato, anche se all’assemblea di venerdì il segretario cittadino del Pd Marco Miccoli proverà a scremare i nomi. Da tempo diversi gli esponenti democratici avevano espresso l’intenzione di correre per il Campidoglio: dall’europarlamentare David Sassoli al senatore Ignazio Marino, dagli ex ministri Paolo Gentiloni (che ha il suo comitato elettorale in via delle Botteghe Oscure nello spazio al Bottegone che fu di Rinascita e poi del Riformista) ed Alessandro Bianchi al capogruppo capitolino Umberto Marroni, fino all’ex assessore provinciale Patrizia Prestipino. E sicuramente non mancheranno le sorprese dell’ultimo minuto. Anche perché ogni giorno che passa vede allungare la fila degli aspiranti sindaci e il clima si fa sempre più teso. Possibile il ritorno di Goffredo Bettini, ex braccio destro di Veltroni, che nei giorni scorsi ha parlato di «frammentazione delle proposte» e non ha esitato a definire alcune candidature «non abbastanza competitive». In ballo c’è anche Alfio Marchini, l’imprenditore romano che guarda a sinistra, autocandidatosi a sindaco di Roma anche lui si era detto pronto a partecipare alle primarie del Pd, un’autocandidatura inizialmente respinta dalla segreteria romana, ma accolta da Bettini. Una presa di posizione che ha poi costretto Miccoli a mostrarsi più possibilista: «Le nostre primarie saranno aperte, anzi apertissime a quanti sottoscriveranno una carta di valori e di intenti per l’alternativa al centrodestra». Comunque su tutti pesa il ritardo nel convocare le primarie. «Questo ritardo – ha detto caustico Sassoli che ha aperto anche a Umberto Croppi e a Andrea Mondello – è stato un errore perché era chiaro da tempo che vi sarebbero state difficoltà nuove ma, soprattutto, una forte richiesta di rinnovamento da parte dei cittadini». A questa vasta pletora di candidati si devono aggiungere anche quelli in campo per Sel: il capogruppo regionale uscente Luigi Nieri e la consigliera capitolina Gemma Azuni, Massimiliano Smeriglio che aveva auspicato primarie aperte, come Mirko Coratti in rappresentanza dell’area dei Popolari.