Monti e Bersani fanno il “copia-e-incolla”, ai loro elettori non resta che piangere

È la campagna elettorale delle proposte choc. Berlusconi ne tira fuori una dopo l’altra, riuscendo a riempire le caselle del suo mosaico, un’agenda zeppa di pagine con idee che – piacciano o meno – sono lì, a portata di mano degli elettori, che hanno la possibilità di discuterle, criticarle, approvarle, sbeffeggiarle, farle proprie o magari parlarne al bar con gli amici. Poi ci sono le proposte choc scopiazzate, raffazzonate, dette col fiatone da chi sta cercando in tutti i modi di rincorrere il Cavaliere senza riuscirci. In fila indiana troviamo i centristi-scendiletto del Professore (quelli del “Monti ha salvato l’Italia”, l’unica frase che esce dalla loro bocca, una cantilena noiosa) e i leader grandi e piccoli della sinistra che invece sanno dire solo corbellerie del tipo «il Cav sta mentendo», «il sorpasso lo vedono col binocolo», «vi sbraniamo», ma non hanno uno straccio di programma, non hanno scritto nemmeno un paragrafo o forse nemmeno una riga. Candidamente l’ha ammesso Casini: «Noi non abbiamo nessuna proposta choc». Poi, per salvare la faccia ha aggiunto: «E neppure la vogliamo fare». E allora? Ecco l’ispirazione, la grande scoperta, la frase rivoluzionaria destinata a cambiare i destini dell’Italia e del mondo: «Sappiamo che la pressione fiscale è molto alta». Una scoperta storica. Lo sanno tutti, da un bel po’ di tempo, ma guai a dirlo a Casini, potrebbe avere una crisi di nervi. Resta il problema di come rispondere al Cav sul piano delle idee. Con il metodo Monti-Bersani: prendi una proposta del Cav, denigrala mentre, a mo’ di scippatore, te la infili velocemente in tasca, fai il taglia-e-cuci, vai in tivvù e annunciala fingendo che sia tua. Il tecnopremier l’ha già fatto, ha provato questa tecnica con l’Imu, cercando in qualche modo di mettersi sulla scia del Cav. Ora è stata la volta di Bersani. Questi i fatti: Berlusconi, presso la sede dell’Ance di Roma, si è impegnato a definire il piano di pagamento di tutti i debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese private per i lavori eseguiti; poche ore dopo il leader del centrosinistra ha lanciato la sua proposta choc, pressapoco la stessa del Cav, 50 miliardi in cinque anni per restituire alle imprese i debiti della pubblica amministrazione. Al duo Bersani-Monti non resta che copiare. Ai loro elettori non resta che piangere.