La Melandri al Maxxi “inciampa” sulla nomina di un suo fedelissimo

Giovanna Melandri, l’ex ministro dei Beni culturali che aveva in animo di svendere il Foro Italico, catapultata al Maxxi di Roma, aveva replicato così alle proteste del centrodestra: “Resto e non me ne vado, prendo un compenso irrisorio e simbolico, 90 euro l’anno”. Praticamente un’incombenza, aveva lasciato capire, che lei si era sobbarcata gratuitamente e guarda caso proprio quando sarebbe stata libera, perché non ricandidata, da impegni parlamentari. Ma tanta frugalità non è durata a lungo visto che oggi il sito online del Corriere dà notizia dell’assunzione con contratto biennale al Mxxi di un giovane avvocato, Francesco Spano, vicino agli ambienti del pd e collaboratore da anni della Melandri. Compenso: 72mila euro lordi l’anno (contratto biennale). Che ne sa di arte l’avvocato? Non si sa. In passato però sempre la Melandri, in qualità di ministro per i Giovani, lo aveva messo a capo di una “Consulta giovanile per il pluralismo religioso e culturale”. Un superesperto, dunque, che dalle religioni spazia all’arte contemporanea. E Giovanna Melandri non ha aspettato neanche che si chiudessero le urne per applicare una prassi consolidata dai politici: distribuire prebende e consulenze ai collaboratori più fidati. Una mossa che conferma il giudizio dato su La Stampa dal critico d’arte Rocco Moliterni quando la Melandri si era insediata la Maxxi: “La vera debolezza dei musei d’arte contemporanea italiani è proprio quella di essere in balia dei capricci dei politici”.